“L’Ottimismo è il Profumo Dell’Italia”, anche se l’Istat riporta: “Deboli Segnali Positivi”

Nel 2013, i giovani 15-29enni non occupati e non in formazione (Neet) hanno raggiunto i 2 milioni 435 mila, con una crescita costante (+185 mila unità dal 2012 e +576 mila unità dal 2008) a cui hanno contribuito quasi esclusivamente i giovani che vogliono lavorare (+544 mila unità), vale a dire disoccupati e forze di lavoro potenziali. L’aumento dei Neet si associa, dunque, a quello dei disoccupati o di quanti non cercano attivamente un impiego, spesso perché sfiduciati rispetto alle proprie possibilità.

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Le difficoltà incontrate sul mercato del lavoro spingono gli individui a cercare nuove opportunità anche al di là dei confini nazionali: nel 2012, riporta l'Istat, hanno lasciato l’Italia oltre 26 mila giovani italiani tra 15 e 34 anni, 10 mila in più rispetto al 2008; negli ultimi cinque anni, si è trattato di 94 mila giovani. Il dato è di particolare rilevanza anche tenendo conto che non tutti i giovani che si trasferiscono all’estero formalizzano la loro uscita dal Paese. I flussi in uscita dei giovani italiani superano quelli di rientro, con una perdita netta di residenti nel 2012 pari a 18 mila unità, di cui ben 4 mila laureati.