L’Università per Rifugiati in Germania

university kiron berlin

A Berlino esiste un’università che offre corsi gratuiti ai rifugiati. Si tratta della Kiron University. Aperta l’ottobre scorso è frequentata, ad oggi, da oltre 1.250 studenti che provengono da terre martoriate come la Siria, la Somalia e la Nigeria. Per ora l’università ha raccolto tramite crowdfunding 558 mila dollari che sono sufficienti a coprire le lezioni di 250 studenti.

“L’istruzione superiore è fondamentale per chi vuole integrarsi un paese straniero” spiega a Tech Insider, Katharina Dermuehl, cofondatrice del programma per imprenditori alla Kiron University. “I rifugiati che sono arrivati in Germania hanno perso tutto ciò che possedevano prima. Non hanno i soldi per permettersi gli studi perché li hanno spesi per il loro viaggio” aggiunge.

Inoltre i documenti da presentare in Germania, fa presente Dermuehl, sono molti. “Le università richiedono diplomi di studio che spesso i rifugiati non hanno perché sono andati persi o sono rimasti nei paesi di origine”.

La Kiron University salta questi processi burocratici accogliendo tutti i rifugiati, sia quelli muniti di documenti che quelli sprovvisti.

Come funziona?

Durante il primo anno gli studenti frequentano alcuni corsi di lingua. Inoltre possono accedere a corsi di informatica, ingegneria, architettura, antropologia ed economia.

Al secondo anno i frequentanti possono scegliere tra 250 corsi online che la Kiron University mette a disposizione. Alcuni sono patrocinati da università prestigiose come Harvard, Yale e Stanford.

Il terzo anno gli studenti lo passano in una delle 126 università in Germania con cui la Kiron ha stretto delle partnership.

“Il servizio di corsi online è molto utile per i rifugiati, soprattutto per quelle donne che non hanno potuto, per legge, frequentare l’università nei loro paesi di provenienza” spiega ancora Dermuehl.  Inoltre i corsi online possono essere seguiti dai rifugiati che vivono ancora nei campi profughi e non possono permettersi di spostarsi.

“Si tratta di un’iniziativa nobile – afferma Martin Rentsch, responsabile relazioni esterne presso l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati – Queste persone hanno perso tutto. Ora bisogna dar loro la possibilità di ricominciare. E poter studiare ed integrarsi è il primo passo per riacquistare la propria dignità”.