LuxLeaks, lo Scandalo che Colpisce Juncker e il Cuore dell’Europa

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LuxLeaks. Dietro questa parola, che sembra quasi il nome di un farmaco, si cela lo scandalo delle agevolazioni fiscali per le multinazionali scoppiato nel cuore dell’Unione Europea. Che cosa vuol dire Leaks lo abbiamo imparato in questi anni. Da WikiLeaks in poi infatti, tutti gli scandali venuti alla luce per documenti privati resi pubblici hanno visto l’aggiunta di questo suffisso al nome dell’argomento dello scandalo.

Il cuore dell’Unione Europea abbiamo detto e mai come in questo caso termine non potrebbe essere più azzeccato: Lux, infatti, sta per Lussemburgo, ma sopratutto coinvolto nello scandalo c’è il neo-presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker.

L’inchiesta

LuxLeaks è venuto a galla grazie al lavoro d’inchiesta di un gruppo di 80 giornalisti provenienti da 26 Paesi e coordinati dal Consorzio internazionale del giornalismo investigativo (Icij). I mezzi d’informazione coinvolti nell’inchiesta sono più di 40 tra cui The Irish Times, The Guardian, Le Monde, Politiken, Süddeutsche Zeitung e Le Soir. Negli ultimi 6 mesi sono stati impegnati a controllare 28mila pagine di documenti fiscali lussemburghesi prima di renderli pubblici. L’analisi dei registri di oltre 340 aziende e banche multinazionali ha mostrato come dal 2002 al 2010 siano state accordate agevolazioni fiscali occulte alle multinazionali in modo da evitare o aggirare milioni di euro di tasse, date anche le aliquote irrisorie applicate in Lussemburgo (spesso inferiori all’1%).

Le aziende e Juncker

Tra le aziende che hanno beneficiato di queste agevolazioni spiccano nomi altisonanti quali Ikea, Pepsi, Apple, Amazon, Gazprom, Verizon, Deutsche Bank, Burberry, Procter & Gamble, Heinz, JP Morgan e FedEx. Presenti nella lista anche 31 imprese italiane, fra cui Fiat, Finmeccanica, Intesa San Paolo, Unicredit, Banca Marche e Banca Sella.

E Juncker? Cosa c’entra?

Caso vuole che l’attuale presidente della Commissione Europea fosse sia il Primo Ministro che il Ministro delle Finanze del Lussemburgo proprio negli anni incriminati. Inutile dire come la presidenza della sua Commissione parta notevolmente in salita. Ora tutti attendono le mosse di Juncker, che ha già promesso di agire al riguardo, dati anche i continui richiami dell’Ocse sulla necessità di creare condizioni fiscali paritarie in tutta Europa per la tassazione delle imprese.

Nel video seguente edito dallo stesso Icij, vengono spiegati chiaramente i trucchi fiscali utilizzati dalle multinazionali, grazie alle leggi Lussemburghesi, per aggirare le tasse.