Il Marchio Bianchi, un Fascino Intramontabile

marco bianchi

Edoardo Bianchi, nato a Milano nel 1865, decise nel 1885 di aprire nella sua città natale un’officina meccanica per la produzione di bicicli.

Utilizzando per primo camere ad aria Dunlop si distinse fin da subito nel mercato della metropoli, tanto da essere chiamato a realizzare la prima bicicletta da donna e non da una persona qualsiasi, bensì dalla celebre Regina Margherita. La scalata verso il motociclismo della Bianchi avrà inizio poco dopo, nel 1901, con la realizzazione di una bici a motore. Lo studio della ciclistica, nonché della dinamica ed ergonomia, condusse l’azienda al debutto nel mondo dei motori, grazie anche alla presenza dello storico pilota Tazio Nuvolari, correvano gli anni 1924; a seguito di ciò numerosi altri premi verranno affissi nell’albo dei trofei dell’imprenditore: Edoardo Bianchi primeggerà in Italia nei motori, ma non solo.

Tazio Nuvolari, Amilcare Moretti, Fausto Coppi, Marco Pantani: questi sono soltanto alcuni dei grandi nomi che hanno reso celebre questo marchio. Coppi, in particolare, riuscì ad aggiudicarsi, nell’arco della sua carriera ciclistica, 5 vittorie nel Giro d’Italia e ben 2 volte il Tour de Frànce, raggiungendo l’apice del successo con il primo posto mondiale nel campionato ad inseguimento.

Marchio Bianchi

Nel 1901, la gamma di offerta della neo-costituita Fabbrica di automobili e velocipedi Edoardo Bianchi & C. è quanto più varia e differenziata, oltre ai bicicli ed alle motociclette, vengono esposti nei concessionari lussuosi veicoli recanti lo stesso marchio: accessori e legni pregiati poggiano su solidi telai di leghe metalliche.

L’anno precedente alla conversione bellica vengono vendute 1000 automobili, tra le prime che l’Italia avesse mai visto, 45 mila biciclette e 1500 motocicli; vent’anni dopo la produzione di velocipedi era quasi duplicata.

L’azienda, inoltre, contribuirà alla produzione di mezzi corazzati e turbine per elicotteri lungo il periodo della Grande Guerra, fino agli anni ’40  veicoli da trasporto merci e persone. Gli anni ’50, segnati da una profonda fase di recessione per l’Italia intera, pur portando a discrete vendite di autocarri, scafi e motori marini, costringeranno “La Grande Bianchi” a serrare i cancelli dello stabilimento nel 1965; questo avvenne 19 anni dopo la morte del fondatore, Edoardo Bianchi.

Costituita l’Autobianchi, società risultante dallo scorporo del settore automobilistico della casa, il marchio verrà omogeneamente spartito tra FIAT, Pirelli e Ferruccio Quintavalle; la storia, tuttavia, non sarà tanto entusiasmante quanto i mitici anni vissuti precedentemente: Autobianchi, nata nel 1955, resisterà fino a quarant’anni dopo, al seguito del quale venne integralmente suddivisa, dopo un’iniziale collaborazione con la casa madre, fra Fiat e Pirelli; la produzione massima dello stabilimento, lungo l’intero arco temporale, sarà di 200 veicoli al giorno.

La sede legale dal 1960 sarà il grattacielo Pirelli, mentre la sede operativa rimane un fabbricato di 140.000 m², situato a Desio, nel brianzolo, di proprietà ancora della Bianchi. Rinnovata la sede, l’azienda muove verso una nuova fabbrica a Treviglio, Bergamo. Chiuso lo stabilimento nel 1992, la produzione venne tuttavia trasferita ad Arese, presso gli impianti dell’Alfa Romeo, fino a quando, poco dopo, si decise di abbandonare i progetti.

“La Grande Bianchi”, una volta ultimata la liquidazione, vedrà la nascita di una “dinastia del marchio” che tutt’oggi rivendica con decisione le sue eccellenze meccaniche.

Oltre alla divisione automobilistica Autobianchi, nacque anche Bianchi Velo, società acquisita nel 1967 da Piaggio; gli esiti di questa creazione, tuttavia, non saranno sufficientemente incisivi: questa esperienza si protrasse così per pochi anni, fino all’esaurimento delle scorte.

Il ramo aziendale, acquisito nel 1980 da Piaggio e venduto alla svedese Cycleurope AB nel 1997, viene considerato oggi come primo marchio storico di biciclette ancora in produzione al mondo.

Ampliando l’offerta oltre ai cicli da corsa, la Bianchi supera così anno dopo anno i numeri degli esercizi precedenti. I brand controllati da Bianchi, oltre a quello di sua paternità, sono: Legnano, Martini Racing e l’austriaca Puch. Il gruppo Bianchi, per quanto rilevato dalla holding svedese, produce ora un numero di biciclette pari a 250 mila esemplari l’anno, e lo stabilimento di Treviglio è ritornato ad essere il cuore dell’azienda, il Reparto Corse. Simbolo sacro dell’azienda è il particolare “celeste Bianchi”, miscela cromatica dotata di un fine tocco vintage.

Marchio BianchiRomano Antichi, amministratore delegato nel 1998, riporta le seguenti riflessioni: «Oggi Bianchi è una società che solo apparentemente si è ridimensionata: nella sostanza ha trovato la sua giusta dimensione, il giusto equilibrio. Il grande merito spetta a Tony Grimaldi, presidente della Cycleurope, che ha creduto nel rilancio di Bianchi nel mondo, nel fare una sorta di lifting a questa azienda ultracentenaria, che doveva attrezzarsi per affrontare la nuova sfida del terzo Millennio. Vogliamo che il futuro porti con sé gran parte del nostro passato … La concorrenza, che per le altre aziende comincia sull’uscio, in Bianchi incomincia al proprio interno. I più esigenti, i più critici, i più spietati sono i nostri tecnici, i nostri laboratori di ricerca, i nostri collaudi, i nostri tester».

Un resoconto del 2000 delinea una consolidata azienda in fase di espansione, 10% di incremento nei fatturati, per un valore di 80 miliardi di Lire. Bianchi detiene nel periodo di riferimento il 14% del mercato nazionale ed è economicamente aggressiva negli USA con il marchio da corsa NSR; i due centri di sviluppo materiale e tecnologico sono locati rispettivamente nello storico stabilimento a Treviglio e ad Hayward, California.

Chiudiamo con qualche numero questo breve Insight storico-aziendale. I ricavi delle vendite vedono una crescita maggiore al 40% dal 2010 al 2015, con un assestamento finale intorno ai 53 milioni di Euro; per quanto l’utile netto sia di quasi mezzo milione in negativo (nel 2011 si contavano 1,7 milioni di utili), il valore delle attività cresce per più di 60 punti percentuali nel lasso temporale 2011-2015, mentre il numero di dipendenti cresce di dieci unità. Il capitale sociale è di 7,8 milioni di Euro, parte sostanziale della composizione nel Patrimonio Netto. Il ROI, indice di redditività degli azionisti, supera con decisione i dieci punti su cento; meno rassicurante è invece l’erosione del ROE, indice della reddittività del capitale proprio, che scende al di sotto della soglia dello zero.

I motivi dello sviluppo sono senz’altro da ricondurre ad una rinata e quanto mai crescente passione per le biciclette, in particolare quelle dotate di un fascino vintage, carico di valori e ricordi storici, come Bianchi assicura ai propri “cavalieri”.

Nel Nord Europa i veicoli a pedali sono sovrani incontrastati delle strade cittadine, ed i costi sono detraibili dalle tasse per agevolarne l’utilizzo.

Il tema è sempre più attuale in quest’Europa in via di sviluppo perché ingloba e comprende le recenti necessità sentite: rispetto dell’ambiente, riduzione dei livelli di CO2, migliori condizioni urbane.