Ecco Perché Dopo il Matrimonio le Donne sono Meno Felici degli Uomini

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Rispetto al passato, le donne oggi hanno molti più diritti e opportunità: dal voto alla libertà di costume, le conquiste del gentil sesso sono state innumerevoli. Ma, ora più che mai, sembra che le donne siano infelici. La causa principale? Il matrimonio.

O almeno, questo è quello che sostiene Lisa Wade, professoressa presso l’Occidental College di Los Angeles, autrice di “Gender: Ideas, Interactions, Institutions”, libro sulla cultura sessuale e sul genere che sta scuotendo l’opinione pubblica americana da diversi giorni.

Secondo Wade, il matrimonio eterosessuale è un’istituzione disuguale. Le donne generalmente svolgono la maggior parte delle faccende domestiche, lavorano quindi più degli uomini e sono consapevoli di questa diseguaglianza rispetto ai loro mariti. Le mogli sono inoltre più propense a sacrificare gli obiettivi personali a favore del matrimonio. Il matrimonio è un momento di subordinazione e le donne, più degli uomini, subordinano se stesse e la loro carriera per figli, rapporto con il coniuge e carriera dei mariti.

Rispetto all’essere single, il matrimonio è un “affare” sconveniente per molte donne. Le mogli sono meno felici delle single e meno felici dei loro mariti, meno eccitate degli uomini prima della celebrazione del rito e più propense a chiedere il divorzio (e quando lo ottengono, sono più felici da divorziate che da coniugate).

Tutte queste considerazioni stupiscono. Tutti, amici, parenti, libri, sit-com, reality show e commedie romantiche da sempre hanno dipinto la donna single come eternamente infelice e paragonato l’uomo diretto all’altare al peggior criminale diretto al patibolo. Sin da piccoli siamo stati abituati all’idea della moglie felice (le mille versioni di Barbie, dalla “Sposa di Capodanno” in rosso alla “Sposa d’Estate” in turchese, ne sono la testimonianza).

Ma cosa ne sarebbe degli uomini se le donne decidessero di non sposarsi più? Lo studio della professoressa dell’Occidental College parla anche dei mariti. Il matrimonio, infatti, riduce la predisposizione biologica maschile al conflitto e rende più produttivo l’uomo sul posto di lavoro.

Altro aspetto da non sottovalutare: i bambini. Secondo Wade, infatti, la procreazione è oggi la “conseguenza ovvia” del matrimonio. I bambini portano la famiglia ad essere sedentaria, lavorare abitualmente e quindi favorire il flusso di denaro e di economia.

Il matrimonio ci inserisce in un circolo. E le donne ne beneficiano meno che degli uomini. Non ci dobbiamo sorprendere quindi se nelle pubblicità tutte le donne sono felici al fianco del proprio marito. Qualcuno deve pur spingerci a crederle tali.