Melaggiusti: un’Idea Semplice ma Geniale

Melaggiusti

Spesso le idee geniali nascono da un semplice scambio di battute. E’ il caso, come vedremo, della Melaggiusti S.r.l. società nata su iniziativa di Fabrizio Capocasale che, insieme ad altri quattro soci, ha deciso nel maggio del 2012 di entrare nel mercato delle riparazioni di iPhone, iPad e smartphone. Noi di Smartweek siamo andati ad intervistarlo.

Come è nata l’idea di Melaggiusti?

E’ nata quasi per caso. Al mio rientro dagli Stati Uniti, dove avevo analizzato il mercato degli smartphone, ho incontrato un mio amico Nicola Bellotti che mi ha chiesto di fare qualcosa insieme sulla base di quello che avevo visto ed analizzato in America. In quel momento uno dei suoi dipendenti stava smontando un cellulare. E riferendomi al telefono io ho detto: ‘Io lo rompo e tu lo aggiusti’. E il mio amico ha risposto ‘Melaggiusti’. E così due settimane dopo eravamo dal notaio a costituire la Melaggiusti S.r.l. insieme ad altre tre persone. Voglio poi precisare che i cinque soci fondatori della società hanno tutti un background che non ha niente a che vedere con il mondo delle riparazioni. C’è quello esperto in comunicazione, quello in finanza e marketing e così via. Il tutto è stato possibile anche all’incubatore Blacklemon, che ha sponsorizzato l’iniziativa sin dall’inizio.

Quando avete iniziato questa attività?

Siamo partiti con il sito on line nel maggio del 2012. E in poco tempo siamo stati subito indicizzati da Google come migliore website con keyword ‘iPad iPhone rotti’. E da lì è nata la nostra avventura. Dopo 8 mesi di successo online, abbiamo deciso di aprire il nostro primo negozio l’8 dicembre del 2012 a Piacenza. Tre mesi dopo abbiamo aperto a Parma e poi Crotone, Brescia, Ferrara. Adesso apriremo anche a Catania, Altamura, Messina, Reggio Emilia e Bologna.

Qual è il vostro modello di business?

Il nostro modello di business si basa su due attività principali: le riparazioni e la vendita di accessori di fascia medio alta. Melaggiusti è un concept store con un centro di riparazione al suo interno. Per quanto riguarda i prodotti in vendita noi li acquistiamo direttamente dai distributori internazionali cercando di avere l’esclusiva su ciò che vendiamo. Ad esempio: da poco abbiamo acquistato i gadget “Arare” che importiamo dalla Sud Corea e di cui abbiamo l’esclusiva per l’Europa. E’ un prodotto che non trovi da nessuna altra parte.

Quanti dispositivi da aggiustare ricevete al giorno?

Prendendo come città campione Piacenza direi una media di 20 dispositivi al giorno provenienti sia dall’online che direttamente dal negozio.

Offrite anche consulenza gratuita via Skype.

Si esatto ma la diagnosi del dispositivo è gratuita anche in negozio.

Come fate ad offrire prezzi bassi e tempi di riparazione così rapidi?

Noi, grazie ai nostri tecnici, garantiamo in 24 ore la riparazione per il 90% dei dispositivi iPhone e Samsung e 48 ore per gli iPad. Preciso che noi non facciamo propriamente delle riparazioni, bensì delle sostituzioni. L’assemblaggio non costa molto tempo. Sono i test in fase di entrata ed uscita che portano via tempo.

Ci può parlare del progetto “Apri un Melaggiusti point nella tua città”?

Si tratta di un’offerta di franchising tradizionale. Noi diamo un supporto a 360% a chi vuole aprire un Melaggiusti Point nella propria città. Dall’architetto che realizza le specifiche della pianta del negozio alle analisi di mercato per l’area dove verrà aperto il Melaggiusti Point. Noi forniamo assistenza, successivamente diamo loro tutto il materiale per l’esposizione e gestiamo l’opening del punto vendita. Diventiamo i loro fornitori a tutto tondo a fronte di un entry fee e una royalty mensile molto bassa.

Quali sono i vostri competitor?

Il primo competitor in Italia è Apple stessa. Infatti da pochi mesi negli Apple store ufficiale hanno cominciato a fare delle riparazioni che richiedono poco tempo per i tecnici come la sostituzione dello schermo. La differenza tra noi e loro è sempre la questione tempo. Entrando in uno store Melaggiusti nel giro di due ore puoi uscire con il dispositivo riparato. In un Apple store invece devi prendere appuntamento e aspettare quella mezz’ora ora per attendere il tuo turno. Ci sono poi i cinesi che però non si possono considerare dei competitor perché hanno un regime di tassazione diverso dal nostro.

Come si è evoluto il mercato delle riparazioni degli smartphone negli ultimi anni?

Guardi nel 2012 eravamo 3 soggetti nazionali adesso siamo più di 50. Ci sono poi molte persone che hanno copiato il nostro modello di business cercando anche di modificare leggermente il nostro nome. Spesso i nostri claim vengono copiati appena dopo essere stati pubblicati online. Ma questo vuol dire che il nostro lavoro è ottimo e viene apprezzato.

Ma i centri di riparazione di dispositivi smartphone esistevano già, cosa c’è di diverso?

Tutto ciò che c’è intorno. Melaggiusti non è solo un centro di riparazione. Melaggiusti è anche il paese dei balocchi per quanto riguarda i gadget per iPhone e iPad. Inoltre abbiamo creato un’area corporate con aziende di un certo livello. Abbiamo partnership con Buffetti (per creare una rete di punti di raccolta in centinaia di negozi diffusi in tutta Italia) con CHL (per offrire il servizio di riparazione melaggiusti online nel network CHL) con la Fondazione Ikaros (per progetti didattici con iPad e dispositivi mobili) e con Il Giornale (per prendersi cura di tutta la flotta di iPad della redazione).