Mercati: lo Spirito Inglese non Cambia con un Referendum

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Non dobbiamo scordarci che gli inglesi, già prima del referendum sulla Brexit, guidavano dal lato opposto al nostro, non usavano un sistema metrico decimale e non avevano mai aderito alla moneta unica europea (€). Così come per la guida e per la metrica non sono previsti imminenti cambiamenti, anche per la moneta, nonostante il referendum, non dovrebbe cambiare nulla. Gli inglesi non abbandoneranno la loro amata Sterlina, ma il valore rispetto alle altre valute cambierà notevolmente.

Proprio in questi giorni abbiamo assistito a una ulteriore forte svalutazione della moneta inglese: non ci è dato sapere se tutto ciò è successo solamente per un errore dei sistemi automatici di trading. La nostra considerazione è un’altra: i mercati finanziari reagiscono alle nuove informazioni e risolvono i problemi causati dalle nostre azioni. La notizia che Theresa May ha confermato dell’applicazione netta della decisione referendaria dell’uscita dal Club Europeo, ribadendo il concetto che “Brexit significa Brexit”, avrà conseguenze pesanti sul commercio estero inglese nei confronti del mercato unico europeo.

Gli operatori finanziari di mercato non si aspettano quindi alcun privilegio per i beni e i servizi inglesi per l’accesso al mercato unico europeo. Questo divorzio tra Europa e Inghilterra si consumerà sul fronte del commercio internazionale, molto probabilmente , con tariffe sulle esportazioni inglesi.

La componente delle esportazioni per l’economia inglese è molto rilevante e le voci sui mercati sono di un’applicazione negli accordi dell’Organizzazione mondiale del commercio di una tariffa media (del 3,5%) sui beni e servizi esportati dalle aziende inglesi. I mercati hanno già reagito con un valore della sterlina che si è adeguata, per ora, con una svalutazione media verso l’euro e il dollaro del 10%.

Il calcolo è presto fatto: il 10% in meno del valore della sterlina e un’aggiunta di una tariffa del 3,5% comporta un vantaggio netto del 6,5% dei prezzi dei beni e servizi inglesi.

Forse gli inglesi faranno meno vacanze in giro per il mondo, però avranno sicuramente modo di incontrare molti più stranieri a casa loro. Continueranno ad avere un settore immobiliare ancora più attrattivo e il combinato disposto del prezzo basso dell’energia e svalutazione della loro moneta comporterà una migliore vendita dei loro prodotti e servizi all’estero.

Si dice spesso che “quando il gioco si fa duro, i duri entrano in campo” e ricordiamoci che incontrare le squadre di football inglese non è mai stata per nessuno una passeggiata. Lo spirito inglese non si cambia con un referendum: l’Europa farebbe bene a prepararsi.