Nampelka, l’Idea Imprenditoriale Nata Dopo un’Esperienza all’Estero

1.1 B&W

 

Nampelka è parte di questa nuova generazione che promuove il consumo di vini di alta qualità, nel rispetto della biodinamicità.

Nampelka è la storia di Alisa e Daiana. La prima studentessa presso la Cattolica di Milano e di origini tedesche, la seconda studentessa dell’Università di Santiago del Cile. Si sono incontrate nell’estate del 2014 grazie ad AIESEC, tramite cui hanno partecipato ad un progetto di volontariato a Fortaleza in Brasile. L’esperienza non soltanto ha permesso loro di insegnare l’inglese ai ragazzi dagli 8 ai 12 anni nella NGO Integração Social Solidária na Promoção da Cidadani, ma anche di creare una solida amicizia, vivendo assieme i momenti di crescita personale in un ambiente totalmente distante dalla loro quotidianità.

Conoscendosi, hanno scoperto che idee come la sostenibilità, la responsabilità delle aziende e il consumo di cibo e bevande erano interessi comuni. Hanno scoperto anche che entrambe avevano voglia di dare vita ad un progetto in comune e di farlo per sé stesse e per dare un contributo alla società.

Quando poi Daiana ha conosciuto una cantina argentina che produce vino biodinamico e un amico di Alisa ha iniziato a distribuire vini in Germania nella fiera “PROWEIN”, nel 2016 l’idea ha riscosso successo ed hanno deciso di lanciare la start-up Nampelka.

L’obiettivo è quello di supportare e aiutare i piccoli produttori provenienti da Paesi diversi al fine di conservare il modo tradizionale di produrre prodotti naturali e genuini. L’idea, ad esempio, è anche quella di aggiungere l’olio di oliva e le creme di tartufo provenienti dall’Italia per rappresentare un aspetto della tradizione culinaria italiana. Questo potrebbe essere interessante per il mercato argentino dato che il cibo con il tartufo non è molto conosciuto.

L’esperienza con AIESEC inoltre ha aiutato entrambe a conoscere e apprezzare altre culture e tradizioni. Entrambe affermano di aver imparato a non giudicare altre tradizioni, ma di essere curiose di vedere e provare cose nuove. Alisa conclude la sua intervista così: