Nasce il Fair Play Finanziario Tricolore: Pubblicato il Manuale per il Pareggio di Bilancio

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Il Consiglio Federale, con il Comunicato Ufficiale n. 263/A, ha approvato il testo definitivo del “Manuale applicativo del Pareggio di Bilancio per le Società di Serie A” che sarà utilizzato per valutare il rilascio della Licenza Nazionale a partire dalla Stagione 2018/2019.

Il documento servirà a definire con precisione il funzionamento del requisito del “pareggio di bilancio” che la FIGC aveva inserito fra le clausole del nuovo sistema delle Licenze Nazionali approvato lo scorso 26 marzo 2015.

Riservandoci un’analisi più approfondita, vediamo intanto di capire i principali elementi emersi, anche attraverso un paragone con la normativa europea del Fair Play Finanziario.

Ricavi e costi rilevanti

Così come già avviene a livello UEFA, la determinazione del risultato economico di un esercizio tiene conto solo di una parte dei ricavi e dei costi sostenuti dal Club, allo scopo di non penalizzare – ad esempio – investimenti “sani” su infrastrutture e settore giovanile.

E quindi sono ricavi rilevanti: “ricavi da gare, proventi da diritti televisivi, proventi da sponsorizzazioni e pubblicitari, ricavi da attività commerciali e royalties, altri ricavi operativi, ricavi/proventi/plusvalenze da gestione dei calciatori e proventi finanziari”;

Sono invece costi rilevanti: “costi dell’attività sportiva e costi amministrativi, costi del personale e relativi oneri sociali, ammortamenti dei diritti pluriennali dei calciatori, costi/minusvalenze da gestione dei calciatori, interessi ed oneri finanziari. Non includono costi non monetari, oneri finanziari riconducibili alla costruzione di  immobilizzazioni materiali, costi per investimenti nell’impiantistica sportiva, costi per lo sviluppo sociale, costi sostenuti per il settore giovanile inclusivi dei costi per il calcio femminile, costi non riconducibili all’attività tipica”:

Il periodo di rilevazione

Anche in questo caso, mutuando quanto fatto dalla UEFA, il controllo viene effettuato su un periodo triennale, composto dall’esercizio in corso (quindi quello precedente alla stagione per la quale viene chiesta la licenza) ed i due precedenti.

In pratica, per il rilascio della Licenza Nazionale 2018/19, la prima per la quale il requisito del pareggio di bilancio sarà vincolante, saranno presi in considerazione i risultati di bilancio (secondo la riclassifica di ricavi e costi rilevanti) dal 2015/16 al 2017/18 (in realtà esiste una norma transitoria, di cui si parlerà oltre).

La perdita massima è variabile

A differenza di quanto previsto in Europa, non viene stabilita una cifra fissa uguale per tutti (es. 30 mln) ma si disciplina che la “deviazione accettabile” sia “pari al 25% della media del Valore della Produzione degli esercizi di riferimento“.

Tradotto in italiano: più fatturi, più alta è la perdita che ti possono consentire. Leggendo la cosa in positivo, possiamo pensare ad un incentivo per identificare nuove forme di ricavo. Leggendola come forse è, invece, è un chiaro segnale di aiuto per le grandi, che potranno paradossalmente presentare perdite di bilancio imponenti senza avere una ripercussione immediata, almeno a livello nazionale.

Se pensiamo alla media delle squadre di Serie A, che hanno un giro d’affari compreso fra i 45 ed i 60 mln di euro, di fatto la FIGC sta dicendo che possono ipotizzare di avere una perdita complessiva su base triennale al massimo di 13 mln di euro, soglia effettivamente bassa per i rischi che si possono correre.

A parziale supporto dei Club, così come avviene per l’UEFA, in caso di perdita di bilancio che superi la deviazione accettabile, è possibile prendere in considerazione eventuali surplus dei due anni precedenti al triennio (quindi, per la prima applicazione, il 2013/14 e 2014/15).

Le sanzioni

Cosa succede se il requisito non viene rispettato?

Intanto eventuali perdite di importo maggiore devono essere coperte dagli azionisti con aumenti di capitale o versamenti infruttiferi e postergati. In assenza di tale copertura il documento sembrerebbe portare al diniego della Licenza Nazionale.

Se la perdita registrata, oltre a superare il limite del 25% della media del valore della produzione, dovesse eccedere il 50% di tale media, la Covisoc disporrà “il divieto di tesseramento di nuovi calciatori professionisti per due sessioni di campagna trasferimenti“. La prima stagione di applicazione di questa norma sarà il 2019/20.

Norma transitoria per la prima applicazione

In occasione della prima applicazione (quindi la stagione 2018/19),  il periodo di rilevazione sarà eccezionalmente ridotto a 2 anni (quindi 2016/17 e 2017/18) e l’eventuale deficit del primo dei due esercizi – se esistente – sarà conteggiato solo al 50%.