Nike Chase the Summer. Il #girlpower nella corsa secondo Elena Braghieri

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Corro ergo sum. Sembra essere questo postulato ciò che la rende viva. Se invece si tenta di circoscriverla in una definizione è missione assai impossibile.
Elena Braghieri è una matematica, una fotografa, un’esteta, una donna di marketing, una IT Girl della rivista Grazia ma soprattutto una delle pioniere della femminilizzazione della corsa in città firmata Nike. È lei ad aver creduto sin dall’inizio alla sfida che il marchio di abbigliamento sportivo più famoso del pianeta le ha lanciato lo scorso anno, proponendo di unire al suo DNA da influencer della rete, uno sport da sempre simbolo di mascolinità e di forza fisica, la corsa.
Ecco nascere con lei il suo #teambraghy, e successivamente la #crewbraghy, ragazze che di giorno corrono per l’ufficio in tacco 10 ma che dopo l’orario lavorativo sfidano il clima, le intemperie e una città in continuo movimento, alimentate solo dall’adrenalina e dalla serenità che solo la corsa sembra poterle dare. Il tutto per prendere parte agli eventi più glamour che Nike riserva alle sue affezionatissime runner. Primo fra tutti l’annuale We Own the Night.

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Elena, da dove nasce questa sua passione per la corsa?

“Dall’amore che ho provato verso questo sport sin dalla prima volta. Non sono mai stata una grande sportiva e iniziare a correre è stato come compiere un processo di destabilizzazione della mia indole. Ho vinto una sfida con me stessa, accettando la proposta di Nike di partecipare alla prima edizione della We Own the Night nel maggio del 2013”

Cosa rappresenta per lei la We Own the Night?

“Una serata meravigliosa che dentro di me dura 365 giorni. Ho iniziato ad allenarmi con un gruppo di persone e nel giro di pochi mesi ci siamo ritrovati ad essere una piccola community. Due volte alla settimana ci ritroviamo in Piazza Gae Aulenti ed è bellissimo vedere una fiumana composta da un centinaio di persone che percorre tutto Corso Como e raggiunge il parco Sempione, passando tra i palazzi della finanza e tra le vie dello shopping e dell’aperitivo”

Percorrere 10 km durante le manifestazioni non è cosa da poco.

“Non è facile percorrere tutti quei km, ma nonostante la fatica e la stanchezza vai comunque avanti. Le persone con cui trascorri il tempo di quell’evento scatta un processo di immedesimazione per cui corrono o magari camminano ma comunque sia decidono di arrivare al traguardo”

We Own the Night

Vedere durante la settimana centinaia di persone che corrono per il centro di Milano è un qualcosa di veramente autentico. Perché, secondo lei, la corsa è diventata un fenomeno collettivo?

“Perché racchiude in sé l’animo di uno sport che prima di tutto è inclusione. E lo dico perché in una città che alle volte tende fortemente ad escluderti, è molto piacevole provare l’effetto contrario, che è quello che provoca la corsa. Ho conosciuto in tutti questi anni molte persone. Sono nati dei bei rapporti, e anche quando per alcuni mesi non ho potuto partecipare all’attività a causa di un infortunio, ho continuato ad andare agli allenamenti e a sentirmi parte del movimento”

L’ultima trovata social della Nike in fatto di corsa si chiama Nike Chase summer.

“Un’iniziativa nata per unire la socialità alla disciplina sportiva. L’obiettivo è quello di creare un team, una crew di amiche, registrare il nome del team e partecipare alla competition sportiva attraverso le App della Nike. Il tutto condividendo le immagini degli allenamenti sulle pagine ufficiali. Fare rumore sui social insomma, ma soprattutto diffondere la passione e il sacrificio generato da questo sport, che io amo definire un vero e proprio psicofarmaco naturale”

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Photo Credits: Vincenzo Gallo (immagine copertina) e Andrea Schilirò