Nord Corea, Sospetto Attacco Ai Server Sony In Risposta al Film “The Interview”

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Gli studios Hollywoodiani della Sony Pictures stanno attualmente investigando sulla possibilità che sia stato lo stato Nord Coreano ad aver violato i server del gruppo in risposta all’imminente uscita della commedia statunitense “The Interview”. Stando a quanto riportato dal sito web specializzato in tecnologia Re/code, gli studio ed i suoi consulenti di sicurezza esterni hanno buone ragioni per credere che l’attacco sia stato condotto da hacker con sede in Cina per conto di Kim Jong-Un.

La trama della commedia – che oltre a fornire al pubblico una delle più demenziali caricature del “Leader Supremo” mai viste, prevede un immaginario tentativo di assassinio del dittatore da parte dei due protagonisti (vedi trailer) – aveva già suscitato in precedenza le ire di Pyongyang, quando, in Luglio,  l’ambasciatore nord coreano Ja Song Nam lo aveva definito un vero e proprio “atto di guerra” in una lettera indirizzata al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

Al momento, per quanto le fonti non abbiamo ancora confermato un legame tra l’uscita del film di James Franco e Seth Rogen e l’attacco, una possibile connessione non è stata esclusa. Soltanto lo scorso venerdì, Uriminzokkiri – sito web gestito dal governo nord coreano – , in linea con la legislazione vigente nel paese che intende ogni insulto alla dinastia di Kim un crimine grave, aveva definito la pellicola un “malvagio atto di provocazione” che meritava “una punizione severa”. Mentre il Police Policy Institute, una think thank con base in Corea del Sud, aveva recentemente avvertito che Pyongyang si era dotata di una squadra di circa 3,000 hacker volta alla promozione dell’immagine del regime.

Nonostante sembri che proprio “The Interview” non sia stato sottratto durante l’hackeraggio, sono almeno cinque i titoli che nelle ultime ore sono stati resi pubblici sui siti di pirateria, tra cui l’ultima pellicola drammatica di Brad Pitt, Fury, e l’imminente remake del musical Annieha riportato Variety. Nel frattempo, Sony – che ha confermato “l’intrusione nel sistema”, e dichiara di stare ora “lavorando diligentemente per una soluzione” – si trova a dover affrontare perdite nell’ordine di centinaia di milioni di dollari solamente per il film Annie, ancora non uscito sul grande schermo ma già disponibile sulla rete.

Emblematico di quanto possano costare ad un produttore cinematografico attacchi del genere rimane il caso del film The Expendables 3 di Silvester Stallone, reso disponibile sul web quest’anno gratuitamente prima dell’uscita ufficiale nelle sale, riducendo gli incassi del sequel a “soli” $39 milioni – rispetto ad una media di $90 milioni dei primi due film della serie.