Nuova Scoperta Shock: le Stelle Cadenti Hanno Una Loro “Voce”

stelle cadenti

Chi non ha passato le serate più belle, magari al mare, su una spiaggia bianca, con il naso all’insù a guardare le stelle cadenti?

Per noi italiani, eterni romantici (così si dice), nella notte di San Lorenzo, ogni 10 agosto, accade qualcosa di magico: ci si ferma e si alza lo sguardo alla ricerca delle stelle.

Da soli, con amici, con la propria metà, inizia, quindi, una gara a chi riesca a vedere più stelle.

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Ognuno di noi, da bambino e anche un po’ più cresciuto, si è sempre fatto domande sul cielo, o guardando il cielo, per capire cosa fossimo noi, cosa ci fosse lassù e che cosa accadesse.

Però abbiamo sempre pensato, per capirci bene e senza un linguaggio tecnico adeguato, che stessimo guardando delle luci: luci fioche, ad intermittenza, fasci di luce.

Poi è arrivato il giorno in cui ci hanno detto che ciò che noi potevamo vedere nelle notti più limpide, in realtà si era spento milioni di anni fa. E quelle stelle altro non erano che meteore, eliminando le difficili e stereotipate cinque punte.

Cosa succederebbe se in più, ora, ci dicessero che quelle stelle cadenti hanno anche una voce?

E’ il risultato di uno studio fatto dai fisici dell’atmosfera Colin Price, Israel University di Tel Aviv, e Michael Kelley, Cornell University – stato di New York – e presentato sulla rivista Geophysical Research Letters: una rivista scientifica che pubblica tutte le nuove ricerche in ambito geologico.

Lo studio pubblicato recentemente indica come, nell’impatto con gli strati più alti dell’atmosfera, le stelle cadenti producano onde radio capaci di far vibrare determinati oggetti, vetrate tanto da emettere vibrazioni udibili all’orecchio umano.

Questo fenomeno viene chiamato elettrofonia e sfruttato dalle radio (di quelle comuni che ascoltiamo in macchina) per trasformare le onde elettromagnetiche in onde sonore.

La spiegazione di questo fenomeno non è nuova: ricercatori nel corso dei secoli hanno tentato di dare spiegazioni attendibili.

Il modello appena pubblicato spiegherebbe in modo accurato cosa possa succedere durante le piogge di meteore: le particelle in arrivo nell’atmosfera producono le onde radio rendendo carica elettricamente l’aria. Quest’ultima verrebbe, quindi, ionizzata e le molecole sarebbero così divise in ioni positivi e negativi (ndr. elettroni) più leggeri. La separazione porterebbe ad una creazione di campi elettrici che a loro volta genererebbero onde radio capaci di raggiungere il terreno facendo vibrare gli oggetti.

Adesso non ci resta che aspettare la prossima estate per tendere l’orecchio ed ascoltare le stelle.