Organizzare un’Olimpiade: Profitto Sicuro o Tragedia Annunciata?

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“Stiamo ancora pagando i debiti per gli espropri di Roma 1960. Non abbiamo nulla contro le Olimpiadi e contro lo sport ma non vogliamo che lo sport venga usato come pretesto per una nuova colata di cemento in città. Diciamo No alle Olimpiadi del mattone. Vengono fatte tante promesse in occasione delle Olimpiadi. Ci ricordiamo bene come sono andati i Mondiali di Nuoto, ci siamo ritrovati con impianti abbandonati, inutilizzati che restano come scheletri e gusci vuoti”.

Con queste parole Virginia Raggi ha ribadito il suo No alle Olimpiadi del 2024. Il sindaco di Roma, dopo non essersi presentata alla conferenza stampa organizzata in campidoglio con il presidente del CONI Malagò, ha mandato un messaggio in diretta streaming sottolineando ancora una volta la sua contrarietà all’organizzazione dei Giochi nella capitale.

Tante sono state le polemiche in merito alla decisione della Raggi. Tuttavia, vale forse la pensa capire se l’organizzazione delle olimpiadi porti veramente un qualche tipo di profitto.
Tante sono state le capitali e non ad aver consegnato al mondo l’eredità olimpica. Ma quali città ospitanti hanno effettivamente beneficiato dal grande afflusso di capitale di un evento tanto mediatico quanto sulla carta remunerativo come l’organizzazione di un olimpiade? Vediamo 5 casi.

LOS ANGELES 1984

Los Angeles. California. La città sulla West Coast americana dimostrò al mondo come un’olimpiade potesse trasformarsi in un’occasione di profitto, organizzando i Giochi “perfetti”, un modello che le future città ospitanti avrebbero dovuto emulare.

Con ancora davanti agli occhi il grosso debito contratto da Montreal per l’organizzazione delle olimpiadi nel 1976, un debito di 1.5 milioni di dollari che finì di pagare solo nel 2006, Peter Ueberroth, un imprenditore locale, decise che i Giochi di Los Angeles sarebbero stati dei Giochi dal “budget – cosciente”. Il business man californiano mise in piedi una vero e proprio comitato aziendale, fatto di imprenditori, e altri leader finanziari. Sarebbero stati le olimpiadi del risparmio e dell’intelligenza economica. Senza fondi governativi, LA si affidò esclusivamente ad investitori privati. La prima mossa geniale fu di vendere i diritti televisivi alla ABC per 225 milioni di dollari. A livello di programmazione il comitato organizzativo decise che non sarebbero state costruite nuove strutture, ma si sarebbero ristrutturate e modificate quelle già esistenti. Gli appartamenti degli atleti sarebbero poi stati riqualificati in dormitori per le vicine scuole.

Con un minuscolo budget di 10 milioni per la realizzazione di edifici, un team di esperti designers fu prontamente chiamato a raccolta. Le strutture rimodirnate furono caratterizzate da edifici temporanei, materiali a basso consto, linee semplici, dando sfoggio ad un’architettura creativa, di impatto ed efficace.

Alla fine Peter Ueberroth fu incoronato uomo dell’anno dal TIME; le olimpiadi di Los Angeles furono infatti i primi Giochi ad ottenere un profitto dal 1932, un profitto che si aggirò attorno ai 225 milioni di dollari, consacrando i Giochi del 1984 come i più di successo della storia.