Oscar Di Montigny, Il Tempo dei Nuovi Eroi

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“Io sono qui per provocarvi. Ascoltate i discorsi degli altri e provate a riflettere: quante volte si parla di qualcuno o di qualcosa e quante volte invece si parla di idee? Il mercato delle idee è il mercato più ricco che ci sia in questo momento e per questo dovete sforzarvi di creare nuove idee e stare lontani da chi parla di qualcuno o qualcosa”. Queste le parole iniziali di Oscar Di Montigny, Direttore Marketing, Comunicazione e Innovazione di Banca Mediolanum, ideatore e fondatore della Mediolanum Corporate University, autore del libro “Il tempo dei nuovi eroi” pubblicato per Mondadori e keynote speaker per eventi come il World Business Forum. Di Montigny è stato ospite dell’incontro non a caso intitolato “L’università e i suoi nuovi eroi” avvenuto il 12 ottobre presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

L’evento è stato organizzato dall’associazione culturale studentesca Liveconomy. Andrea Colella, uno fra gli studenti dell’associazione, ha precisato il motivo dell’incontro: “Nostro obiettivo è quello di approfondire tematiche principalmente inerenti ad economia, management, impresa e lavoro. Per fare questo proponiamo visite in azienda o incontri con personaggi e imprenditori da cui possiamo imparare qualcosa: così abbiamo invitato Oscar. Quello che desidereremmo stasera chiedere ad Oscar è di essere provocati, di mostrarci come anche noi possiamo diventare nuovi eroi”.

“Mi è stato chiesto di provocarvi. E allora vi dico: siete le persone più importanti di questo pianeta in questo istante. Io sono qui per un’alta forma di egoismo: perché voi preparerete il mondo per i miei figli. E il mondo che noi vi stiamo consegnando è un mondo un po’ complicato. Per cui sono qua per me, non per voi. Io non sono venuto qui ad insegnare qualcosa ma sono venuto qui per suggestionarvi. Vi dirò delle cose che attingono dalla filosofia, dall’arte, dalla scienza e per ultimo dall’economia.”

Questi campi di studi sono gli stessi che fondano quella che da Di Montigny viene definita Economia 0.0, un tipo di economia che “si fonda sull’idea che lo studio di discipline manageriali debba essere abbinato a discipline che studiano la nostra parte interiore. Perché la filosofia da sempre indaga sul bene, o meglio, ciò che è bene per la comunità. L’arte è una disciplina che cerca di plasmare la materia per arrivare all’idea di bello. Poi c’è la scienza che l’uomo ha prodotto per indagare l’idea di vero. Ed infine l’economia, la disciplina che indaga l’idea di giusto.”

“Ma l’economia di oggi è profondamente ingiusta. E perché oggi l’economia è ingiusta? Perché un sacco di gente non riesce a tornare al senso delle cose. Perché ci stiamo riempiendo la bocca di cose di cui nessuno sa niente. La mia provocazione allora è lo ‘0.0’: tornare indietro per ritrovare il senso delle cose. Tutto questo non significa rallentare i processi ma farsi domande di senso e rispondere a queste stesse domande con nuove idee. Uno degli aspetti che sta alla base dell’economia 0.0 è questa: in università gli studenti acquisiscono un sacco di conoscenza teorica, a lavoro dovranno connettere le cose che hanno studiato per creare esperienza e la vera differenza sta nel creare qualcosa con quest’esperienza”.

Di Montigny ha poi parlato della situazione attuale, definendola come un’epoca di enorme cambiamento: “Le indagini dicono che le persone non credono più nei governi. Le religioni si stanno radicalizzando per non lasciare vuoti i luoghi di culto. Lo sport non è più un riferimento come non lo è più nemmeno il genere sessuale. Oggi Facebook ci fa scegliere tra 77 generi sessuali diversi. La realtà non è più una sola, abbiamo anche quella virtuale o quella aumentata. Abbiamo una dimensione di vita online e una dimensione di vita offline. Voi siete la generazione dove sta crollando tutto ma ancora non vi è chiaro che sta crollando tutto perché il cambiamento è troppo veloce.”

Secondo Di Montigny saranno i giovani e gli studenti a decidere come questa situazione si evolverà in futuro: “Stanno mancando tutti i riferimenti. Dovete avere la consapevolezza che questa può essere una grande opportunità o un grande rischio. Tutto è crollato e si è creato uno spazio vuoto che voi dovrete colmare. Se non lo colmate voi, saranno le persone vecchie con cose vecchie o quei pazzi scatenati con tanti soldi che lo riempiranno. Stiamo entrando in una dimensione sociale dove ci sono nuovi concetti di normalità. Abbiamo bisogno di nuovi standard e questi nuovi standard dovrete crearli voi”.

Per Oscar la gratitudine è la chiave di tutto: “Vivete, proponete programmi elettorali, studiate, educate i vostri figli, rispondete alla domanda ‘cosa voglio veramente?’ riflettendo su un fatto: se tu domani non avessi tutto ciò per cui oggi non hai detto grazie, la tua vita sarebbe priva di tutto. Tu oggi non hai ringraziato niente, nemmeno la seggiola sulla quale stai sedendo adesso. Se domani mancasse, ti accorgeresti del valore che quella seggiola ha oggi per te. La parola gratitudine è definita come ‘memoria di un beneficio ricevuto e prontezza di mostrarlo’. Nel marketing questo si traduce come brand awareness, memoria e riconoscibilità del brand. Oggi il mondo ha bisogno di gentilezza, di gente che faccia business, politica, che faccia educazione avendo chiaro il bene della collettività. Io dipendo da voi e voi dipendete da me se tra me e voi ci sono atti di reciproca considerazione testimoniati da gratitudine”.

Ha infine concluso dicendo: “Scolpite questa cosa nel vostro cuore: la gente si dimenticherà di cosa avrai detto, la gente si dimenticherà di cosa avrai fatto ma la gente non si dimenticherà mai di come l’avrai fatta sentire”.