Otto Ore a tu per tu con la Classe Dirigente: Prima l’Italia

Si comincia così a parlare di Articolo 18. Tutti d’accordo - il posto deve essere difeso - ma lo Stato dovrebbe permettere alle aziende di tagliare i cosiddetti “rami secchi”. La professoressa Carinci, ordinario di Diritto del Lavoro all’Università Statale di Milano, si, e ci domanda: perché allora non introdurre il licenziamento per scarso rendimento?

La preoccupazione sul futuro industriale dell’Italia passa anche dalla difficoltà degli imprenditori a trovare sul mercato del lavoro una manodopera formata. Alla sua, e alle altre numerose domande sul mondo della scuola, risponde direttamente il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ospite speciale dell’evento, per parlare della Buona Scuola, l’ultima riforma dell’istruzione. I suoi tre pilastri sono:

-  l’insegnante e il suo aggiornamento professionale

-  l’autovalutazione degli istituti

-  le competenze degli studenti

Anche se generalmente l’Italia offre una delle preparazione di base migliori del mondo, l’opposizione tra saperi teorici e pratici, a discapito dei secondi, è ancora evidente. Il 55% degli studenti frequenta i licei (ma solo il 6% i classici), mentre il 45% sceglie le scuole professionalizzanti, che soffrono di un serio problema d’immagine. Si aggrava così il divario tra ciò che chiede il mondo del lavoro e le risposte del sistema formativo, aspetto dove siamo già indietro rispetto agli Paesi europei.