Papa Francesco e la Copertina più Famosa del Mondo

Papa Francesco

“Pope Francis, person of the year”: il Time Magazine, settimanale statunitense conosciuto in tutto il mondo, ha eletto come “Persona dell’anno” proprio Papa Francesco. Il Santo Padre, era arrivato in “finale” insieme alla talpa del Datagate Edward Snowden, al presidente siriano Assad, all’attivista 90enne per i diritti gay Edith Windsor, e al senatore repubblicano Ted Cruz.

Secondo la rivista, Bergoglio sarebbe il «primo Papa non europeo da 1.200 anni che si avvia a trasformare il Vaticano, un luogo che misura il cambiamento in secoli», un «settantenne superstar» che ha fatto uscire «il papato dal palazzo e lo ha portato nelle strade». Ciò che ha reso Papa Francesco “il Papa della gente”, è stata, secondo il Time, oltre alla sua umanità, la straordinaria capacità di comunicazione universale, e soprattutto moderna. Il Pontefice «fa un uso da maestro degli strumenti del 21esimo secolo», basti pensare che l’account Twitter ufficiale @Pontifex, ha raggiunto pochi giorni fa la cifra record di 11 milioni di followers. Bergoglio ha ringiovanito e avvicinato la Chiesa alla gente. È il Papa che telefona per confortare chi, sofferente e senza speranza, ha deciso di scrivere una lettera in Vaticano. È il Papa che sorride nel selfie, con gli scout di Piacenza, una foto che ha fatto il giro del mondo e che probabilmente entrerà nella storia.

La tradizionale copertina dicembrina del Time, che elegge la “Persona dell’anno”, ovvero l’individuo, o il gruppo di persone, che ha avuto maggior influenza sulle notizie dell’anno appena trascorso, è nata nel 1927, quando venne eletto “Man of the year”, l’aviatore statunitense Charles Lindbergh. Ottantasei copertine con i personaggi che hanno fatto la storia, e che hanno lasciato un segno nella politica, nella scienza, nell’economia mondiale. Da Barack Obama (2008, 2012) a Vladimir Putin (2007); da Nikita Kruscev (1957) a Richard Nixon (1971, 1972); da Stalin (1939, 1942) all’unico vincitore non ritratto in copertina: Adolf Hitler (1938). Ottantasei ritratti, un album che testimonia i cambiamenti geopolitici, spirituali, e di pensiero. Dalla prima donna in copertina, nel 1936, Wallis Simpson (non aristocratica, divorziata, e amante di Edoardo VIII, erede al trono britannico), alle American woman del 1975, dodici donne che hanno dato un contributo fondamentale al movimento femminista. Dal computer, nominata “machine of the year” nel 1982, al primo piano nel 2010 del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Dalla copertina del 2003 dedicata simbolicamente al soldato americano, a quella del 2011 senza volti o nomi, che celebra “The protester”, il dimostrante, dalla Primavera araba agli Indignati.

Ogni copertina racconta un preciso momento storico. Papa Francesco non è stato il primo Pontefice ad essere proclamato “Uomo dell’anno”: prima di lui, Papa Giovanni XXIII nel 1962 (primo italiano), e Papa Giovanni Paolo II nel 1994. Due Papi che hanno portato un’aria di cambiamento e modernizzazione nella Chiesa Cattolica, e che soprattutto sono entrati nel cuore della gente. Con la speranza che questa copertina sia di buon auspicio per il pontificato di Bergoglio.