Pazzia e Creatività Dietro la Macchina da Presa, Intervista a Iconize

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Nato a Biella ma trapiantato a Milano, web influencer da circa 300 mila followers, ragazzo creativo, fotografo pieno di idee e video maker energico: tutto questo è Marco Ferrero, meglio conosciuto come Iconize. Abbiamo avuto la possibilità di incontrarlo e farci raccontare la sua storia, dalla passione tramandata dal nonno ai progetti per il futuro.

Come e quando nasce la tua passione per la fotografia e il video making?
“Sin da piccolo, ho sempre manifestato una certa creatività in tutto quello che facevo. Disegnavo molto e scattavo moltissime foto. Spesso viaggiavo anche con mio nonno, fotografo di moda, al mare o in posti particolari, dove magari un dettaglio o qualcosa di insolito colpiva la mia attenzione. È stato mio nonno a regalarmi la mia prima macchina fotografica: non era una macchina digitale, era un polaroid se non sbaglio. Scattavo foto a qualunque cosa mi capitasse sotto il naso, facevo impazzire mia mamma perchè la mandavo a sviluppare centinaia di rullini. Mi piaceva esprimermi in maniera creativa e lo faccio ancora oggi” .

Quando nasce Iconize e perchè hai scelto questo nome?
“Allora, avevo 16 anni mi sembra. Il nome non so neanche io come ho fatto a trovarlo: ricordo di averlo pensato una sera prima di dormire. Poi l’ho collegato al mio lavoro. ‘Iconize’ l’ho sempre interpretato come il voler dare un’icona a qualcuno: scattavo o creavo video con protagonisti gli altri, era come voler dare un tocco mio a quella persona, iconizzarla ecco. Il mio nickname in realtà è stata la mia fortuna: molti sono quelli che oggi tentano di utilizzare un soprannome simile ma senza riuscirci. Ho inventato Iconize casualmente, ma nel momento giusto”.

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Quali sono i tratti che ti rendono unico e che hanno permesso la tua ascesa nel mondo della moda?

“Dico quello che penso, faccio quello che devo fare e che voglio fare. Non sono anarchico, ma quasi. Ho avuto molto successo, secondo me, perchè sono sempre stato me stesso: sono pazzo, per me non ci sono regole, non esistono no, se voglio fare una cosa, la faccio. Forse è questo che mi ha fatto crescere in modo esponenziale e cosi velocemente sul web: non mi importava degli altri e di quello che pubblicavano, non mi limitavo ai selfie, cercavo di condividere qualcosa di nuovo, qualcosa che nessuno aveva fatto o visto prima”.

Quanto e in che modo la condivisione dei tuoi lavori e di attimi di vita sui social, in particolare su Instagram e Facebook, ha influenzato la tua crescita professionale?
“Senza Instagram o Facebook, non avrei mai pensato di arrivare fino a questo punto. Sin da bambino, il mio sogno era lavorare nel mondo della moda e dello spettacolo. In quegli anni, però, i social network come li conosciamo oggi non esistevano ancora. Diciamo che sono diventato quello che sono grazie a essi: ricordo di essermi iscritto sin da subito. Inizialmente eravamo pochissimi: solo io, la Biasi, Mariano Di Vaio e pochi altri. Instagram e Facebook hanno influito molto sulla mia crescita professionale. I consigli e le critiche che ricevevo mi hanno fatto capire cosa cambiare di me e delle mie creazioni”.

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Hai collaborato con famosi brand, Patrizia Pepe e Manila Grace per dirne alcuni, e le più famose fashion blogger. Quali invece i piani futuri di Iconize?

“Diciamo che ho un po’ lasciato le collaborazioni con aziende italiane. Adesso ho incominciato a lavorare con compagnie e personaggi internazionali: poco fa, ad esempio, ho lavorato con Rita Ora per la campagna pubblicitaria di Tezenis. Dopo questo lavoro, mi hanno contattato molti dall’estero. Il mio obiettivo quindi, per adesso, è focalizzarmi sul lavoro fuori dall’Italia. Non nego che mi piacerebbe fare qualcosa di televisivo: un reality come un’esperienza, un viaggio magari. Fare un programma, come Pechino Express, non mi dispiacerebbe. Staremo a vedere”.

Sei un ragazzo molto attento ai temi sociali: ti batti a testa alta per l’omosessualità e la parità dei sessi, ad esempio. Come si trova il coraggio di esprimere se stessi, senza pregiudizi e paure?
“In realtà, non credo ci sia una vera risposta a questa domanda. Penso sia una cosa che dipenda dal carattere della persona. Sin dal liceo, avendo un carattere molto forte, non ho mai subito insulti o bullismo. Ho molti amici, invece, che vengono spesso criticati e presi in giro. Non esiste un modo particolare di esprimersi che ti permetta di non ricevere insulti. Non esiste un vero modo di reagire. Devi essere tu abbastanza forte nel saper affrontare le conseguenze delle tue azioni e del tuo modo di essere. Io ho avuto il coraggio di farlo. Spesso ricevo messaggi di persone che trovano almeno un decimo della mia forza dopo aver visto un mio video: questa cosa mi rende molto felice”.

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Hai saputo utilizzare i social e il tuo talento come accoppiata vincente per avere successo. Quali i consigli che vorresti dare alle persone che hanno talento per sfondare nel web?
“Adesso come adesso, iniziare a lavorare sul web in Italia è molto difficile: il mercato è ormai saturo e i ruoli sono già ben definiti. Secondo me, oggi potrebbe funzionare molto lo storytelling, lo scrivere, il raccontare, piuttosto che postare foto e selfie. Per esprimere il proprio talento, bisogna parlare al pubblico raccontando quello che in cui si è bravi, quello che si sa fare. Bisogna comunicare con le persone in maniera originale, ideando qualcosa di creativo. Questo è il consiglio che mi sento di dare a tutti”.