Pena di morte negli Usa, in quali Stati e per quali crimini?

Diversi paesi nel mondo prevedono la pena di morte nei loro codici penali, per quanto attualmente la tendenza globale sia quella di abolirla o limitarla ad una casistica sempre più ristretta. Una delle nazioni in cui è tutt’ora presente la pena capitale sono, come ben noto, gli Stati Uniti d’America, in cui le leggi che ne regolano l’applicazione sono di competenza dei singoli Stati, fermo restando una serie di delitti riconosciuti come offese capitali dalla legge federale che valgono su tutto il territorio nazionale. La legge statale può inoltre decidere di applicare la sentenza capitale anche per altri crimini oltre a quelli stabiliti dalla legge federale.

Se escludiamo il periodo che va dal 1972 al 1976, in cui la pena di morte è stata sospesa e coloro che vi erano stati condannati hanno visto la loro condanna commutata nell’ergastolo, la pena capitale è sempre stata presente nel codice penale dei singoli Stati americani, per quanto non in tutti e non in ogni epoca. All’oggi, negli Usa la pena di morte è in vigore in 30 Stati: Alabama, Arizona, Arkansas, California, Colorado, Florida, Georgia, Idaho, Indiana, Kansas, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, New Hampshire, North Carolina, Ohio, Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Virginia e Wyoming. Gli Stati che invece l’hanno abolita sono 20: Alaska, Connecticut, Delaware, Hawaii, Illinois, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Michigan, Minnesota, New Jersey, New Mexico, New York, North Dakota, Rhode Island, Vermont, Washington, West Virginia e Wisconsin. In alcuni di essi l’abolizione è molto recente, infatti nello Stato di Washington risale appena all’ottobre del 2018, nel Maryland è stata abolita nel 2013, nel Delaware nel 2016 e nell’Illinois nel 2011. Nel Michigan invece la sua abrogazione è molto antica, risale infatti al lontano 1846. Inoltre, 4 Stati attualmente aderiscono alla moratoria sulla pena di morte, pur non avendola depennata dai rispettivi codici penali: la California, il Colorado, l’Oregon e la Pennsylvania. Tra questi, la California vi ha aderito nel marzo del 2019. Non è inoltre prevista nel territorio non incorporato di Porto Rico e nel District of Columbia. Si calcola che dal 1976 all’aprile del 2019 siano state eseguite negli Stati Uniti 1.495 condanne a morte, e dal 1976 ad oggi il Texas presenta il maggior numero di sentenze eseguite (561), seguito dalla Virginia (113) e dall’Oklahoma (112). Nel Wyoming vi è stata invece una sola esecuzione, così come nel New Mexico, nel Colorado e nel Connecticut. I metodi con cui le condanne vengono eseguite variano in ogni Stato, e il più utilizzato è l’iniezione letale, per quanto la legge permetta anche l’impiccagione, la fucilazione, l’uso della camera a gas e della sedia elettrica. Nel Texas, Stato col più alto numero di esecuzioni, la pena di morte si applica per omicidio di minore di 10 anni, omicidio su commissione sia per il mandante che per l’esecutore, omicidio durante un’evasione dal carcere, omicidio di più di due persone, omicidio di un poliziotto o di un pompiere mentre sono in servizio, omicidio commesso durante o in seguito ad un’altra azione criminosa quale incendio, rapimento, stupro o rapina.

Come già accennato, ogni Stato ha la facoltà di regolare l’applicazione della pena capitale e di stabilire, nei limiti costituzionali, quali crimini possano essere puniti con la pena di morte. Inoltre, la legge federale ha elencato un totale di 41 delitti punibili con tale pena, quali ad esempio alto tradimento, genocidio, omicidio di un giudice federale, omicidio commesso da un prigioniero federale. Dal 1988, anno di reintroduzione della pena di morte federale, sono state pronunciate 78 condanne di cui 3 effettivamente eseguite e 12 successivamente commutate. La giustizia militare americana, per quanto de jure preveda la pena di morte per crimini quali ad esempio l’alto tradimento, de facto non la applica dal 1961, anno dell’ultima esecuzione di un soldato americano. La Corte Suprema se da un lato riconosce la costituzionalità della pena di morte, dall’altro negli ultimi anni tende a limitarne il raggio di applicazione, ad esempio stabilendo nel 2002 che le persone affette da ritardo mentale non possono essere condannate a morte, così come nel 2005 ha decretato l’incostituzionalità di tale pena per crimini commessi da minori di 18 anni.

All’oggi l’opinione pubblica americana è divisa sulla pena capitale, una parte della cittadinanza infatti sostiene la sua utilità come deterrente e come forma di retribuzione per crimini particolarmente gravi, mentre un’altra invece la ritiene inutile ai fini della deterrenza, crudele e ingiusta dato che la maggior parte dei condannati apparterrebbe a minoranze etniche e/o alle fasce di popolazione economicamente svantaggiate. Generalmente, si rileva come la maggioranza degli americani, seppur in misura non schiacciante, sia favorevole alla pena di morte, anche se nell’ultimo ventennio i sostenitori della sua abolizione sono in costante crescita, così come coloro che la ritengono lecita tendono a diminuire.