Perché gli Storici Sarebbero Cattivi Consiglieri Politici?

tucidide

Secondo Tucidide, storico ateniese noto per aver scritto La Guerra del Peloponneso, gli eventi tendono a ripetersi in maniera simile nel corso del tempo: la guerra che si svolse tra Ateniesi e Spartani non era solo conseguenza di eventi passati ma anche strumento utile per comprendere presente e futuro.

Anche se oggi la guerra del Peloponneso non viene ritenuta una delle più grandi di sempre, come invece affermava Tucidide, la sua teoria ciclica degli eventi è stata più volte ripresa dai media e citata in diverse discussioni riguardanti Brexit, la crisi economica greca, l’annessione della Crimea e le tensioni tra Stati Uniti e Cina (queste ultime appunto chiamate dai media americani “La trappola di Tucidide”, espressione coniata da Graham T. Allison). Tucidide viene percepito da molti come lo studioso che ha saputo guardare oltre la confusione degli eventi, capendo cosa realmente si nascondesse dietro di essi.

La teoria di Tucidide, applicata già in epoca passata, viene quindi interpretata da storici e studiosi in relazione a diversi eventi che hanno caratterizzato e  che tutt’oggi caratterizzano la storia moderna.

L’ultima interpretazione della teoria, pubblicata su The Altlantic, porta la firma di Graham Allison e Niall Ferguson, professori di storia ad Harvard. I due hanno suggerito ai politici statunitensi di pensare “gli eventi del futuro aventi la stessa natura degli eventi passati: gli uomini son pur sempre uomini”. Allison e Ferguson pensano che molto spesso i politici statunitensi vivono in quelli da loro chiamati “Stati Uniti d’Amnesia”, dimenticando gli eventi passati e portando così lo stato a conseguenze a volte rivelatesi catastrofiche. I politici dovrebbero iniziare ad ascoltare il parere di storici ed economisti, gli unici in grado di offrire il giusto tipo di consulenza e supporto professionale. I presidenti dovrebbero basare le loro decisioni su prove tratte dalla realtà (come le scelte fatte durante la Grande Depressione o la gestione fatta da John F. Kennedy della crisi dei missili cubani) piuttosto che affidarsi a teorie economiche e politiche astratte, apparentemente senza tempo.

Ma Neville Morley, professore presso l’università di Exeter, smentisce la veridicità della teoria di Tucidide su Aeon: “La storia ci mostra come le cose cambiano nel corso del tempo. Il passato è diverso dal tempo attuale quindi non c’è motivo che ci porti a pensare alla nostra condizione attuale come una condizione che verrà indefinitamente estesa nel futuro. La storia rivela l’enorme varietà e la variabilità delle istituzioni e dei comportamenti umani, fissando limiti chiari sulla validità e sulla plausibilità di eventuali generalizzazioni universalizzali. Il problema per qualsiasi aspirante storico sta nel distaccare la concatenazione degli eventi da ipotesi politiche semplicistiche, ipotesi che non saranno mai prese sul serio da politici e funzionari”.

“Il passato non è un database oggettivamente codificato che codifica gli eventi e li abbina tra loro in maniera analitica. Piuttosto, il passato è sempre il prodotto di un processo di interpretazione e di rappresentazione. Alcuni eventi sono più simili ad altri e così vengono eccessivamente caricati di significato. Anche se gli storici professionisti possono attingere a un’ampia gamma di potenziali esempi e farne delle analogie, queste devono poi essere convincenti per avere successo. Sono uguali Donald Trump, Mussolini, Alcibiade e George Wallace? Sono uguali gli accordi fatti tra Stati Uniti e Giappone al trattato di Londra del 1839 che garantiva l’indipendenza al Belgio e all’istituzione della Lega Delio-Attica del 478?”.

“La risposta è: sì e no. Qualsiasi esempio storico presenterà sia somiglianze che differenze con il presente e riflettere su questi due aspetti ci può dare sia una migliore comprensione della nostra situazione sia le diverse possibilità che possono crearsi nel bene o nel male (non credo che Tucidide saprebbe spiegare la vittoria di Trump). Non possiamo però definire delle leggi universali di comportamento politico e di relazioni fra stati. La teoria di Tucidide è guidata non da leggi astratte ma da deliberazioni e decisioni di persone, così come dal potere, dalla retorica e dalla suscettibilità umana. D’altronde, aspetto che caratterizza l’umano è il commettere errori”.