Perché Guardiamo i Video dell’Isis?

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Si presume che una cosa che faccia impressione, crei disgusto o spaventi, venga evitata. Eppure i video sulle decapitazioni, ultimamente diffusi in primis dai militanti dello Stato Islamico, vengono cliccati, visualizzati e condivisi da milioni di persone.

La copiosa visualizzazione di queste clip on-line è il risultato del “senso di separazione” creato da Internet. Frances Larson, famosa antropologa e scrittrice, suggerisce che le decapitazioni filmate sono un “evento globale del 21 ° secolo”. “Questo senso di separazione dall’evento stesso, sembra essere la chiave per comprendere la nostra capacità di guardare”, dice la Larson in una conferenza a TED. “Internet crea un senso di distacco da ciò che sta accadendo, che sembra erodere la responsabilità morale individuale”.

Un sondaggio condotto nell’agosto del 2014  ha stimato che circa 1,2 milioni di persone in Gran Bretagna ha visto il filmato in cui veniva decapitato di decapitazione del fotoreporter americano Foley. Per Larson si tratta solo di stime. Il numero effettivo di visualizzazioni potrebbe essere significativamente più alto.