Perché la Legge sulle Coppie Gay Va Bene ma non Benissimo

Why So Serious Federica Colli Vignarelli

E niente, mentre siamo qui che aspettiamo che l’ex ddl-ora legge Cirinnà sulle unioni civili entri in vigore (ci vorrà circa un mese e mezzo tra promulgazione, pubblicazione sulla Gazzetta e vacatio legis), mentre siamo bombardati a destra e a sinistra dalle reazioni di destra e sinistra, gli uni sconcertati, gli altri entusiasti, gli altri ancora (vedi M5S) astenuti, tutti, chi più chi meno, possiamo produrre le nostre autonome e imparziali riflessioni su come a conti fatti la nostra vita cambierà.

Unioni civili

Se fossi gay (cosa che attualmente non sono, ma come ho sempre dichiarato bacerei più volentieri una bella donna che un uomo brutto quindi chissà), la mia vita cambierebbe decisamente in meglio. Sì perché potrei andare a costituire una romantica formazione sociale specifica con la mia fidanzata, che chiameremo Magda. Io e Magda saremmo obbligate alla reciproca assistenza morale e materiale, alla coabitazione e a contribuire ai bisogni comuni proporzionalmente alle nostre capacità casalinghe e reddituali. Ad esempio Magda potrebbe lavare i pavimenti e io pagare qualcuno che stiri. Ciò che non potremmo fare è, ad esempio, adottarci i figli a vicenda. Diritto attualmente riservato alle coppie sposate, l’adozione legale del figlio del coniuge sarà rimandata a data (e ddl) da definirsi.