Piattaforme di Crowdfunding: una Breve Guida

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Le piattaforme di crowdfunding potrebbero essere definite come “intermediari tra gli startupper e la folla finanziante”, in quanto permettono di pubblicare i progetti su di un sito, che viene visitato da potenziali investitori in cerca di novità. Attenzione, però. Inviare il progetto non significa che verrà direttamente pubblicato. Normalmente le piattaforme effettuano prima un processo di selezione, valutando se il progetto sia conforme alle norme da loro dettate. Queste ultime riguardano una serie di standard etici e non, che variano da sito a sito. Ad esempio Kickstarter accetta solo progetti creativi, il che significa che le cause sociali e le attività commerciali, come aprire un bar, rimangono escluse. Per scoprire quali sono le linee guida della piattaforma di crowdfunding che vi interessa, è d’obbligo controllare la sezione FAQ del sito.

Un altro fattore da non trascurare è che, dove ci sono intermediari, ci sono soldi. Pubblicare un progetto su una piattaforma di crowdfunding significa usufruire di un servizio che, giustamente, ha il suo prezzo. Nella maggior parte dei casi, esso prende la forma di una commissione. Anche in questo caso, la percentuale dipende dal sito, anche se, normalmente, oscilla tra il 4% e il 10% della somma ottenuta dal progetto. Ciò a cui è opportuno prestare attenzione è poi se la commissione venga prelevata solo in caso di successo – ossia, quando il progetto riesce a raggiungere la cifra minima prestabilita, entro il tempo prestabilito – oppure se venga richiesta anche in caso di insuccesso. Per esempio, Indiegogo chiede il 4% in caso di successo e il 9% in caso di insuccesso. Mentre la francese Ulule presenta il conto solamente se viene raggiunto il l’obbiettivo.