Plumes, a Milano Nasce il Brand dello Sguardo di Claudia Milia

IMG-20140924-WA0008

L’idea geniale le è nata durante uno dei suoi viaggi solitari in Asia: ricreare in una Milano sempre più desiderosa di angoli dedicati alla bellezza e alla sua cura, una boutique dello sguardo. E lei, che della bellezza non ne aveva mai fatto un mantra poiché sempre orientata al business, ha creduto fin dal primo istante che Milano potesse essere il palcoscenico ideale per quell’evoluzione arrivata dall’Oriente. Claudia Milia, 29 anni, sarda e determinata grazie alla tempra che solo l’isola sa dare, fino a un anno fa era una project manager di una delle più importanti multinazionali della tecnologia. Poi la decisione di cambiare settore e soprattutto di cambiare il business plan della sua vita. Ed ecco Plumes, il primo corner nato nella capitale italiana della moda per curare lo sguardo delle donne (e non solo).

Claudia, Plumes ha fatto già parlare di sé durante la settimana della moda. Un’inaugurazione in grande stile in un periodo non casuale: “Lo ammetto, non è stato casuale. Volevo sfruttare tutte le opportunità che un evento come la settimana della moda può generare. In fondo, Milano è l’unica città in cui mi immaginavo di far nascere Plumes”

Spieghi ai lettori cosa è Plumes, che lei stessa ha definito una boutique dello sguardo.

“E’ un concept store esclusivamente dedicato allo sguardo. Diamo vigore, espressione, luce al viso attraverso tecniche orientali applicate su ciglia e sopracciglia. Sono trattamenti che in Italia non avevano una realtà esclusiva e privilegiata e con Plumes ci siamo finalmente arrivati”

Plumes milano

Perché lasciare la sua vita aziendale e rischiare in un settore così inflazionato?

“Desideravo essere innanzitutto manager di me stessa. Sono sempre stata curiosa, appassionata di ciò che vedevo diverso da me. Ho iniziato a lavorare nel mondo della bellezza qualche anno fa in una multinazionale in cui mi occupavo di logistica e supply chain, subito dopo aver concluso un Master. Ho studiato economia, ho conosciuto vari settori, dal beauty alla tecnologia. Ma all’epoca non pensavo che un giorno sarei arrivata a voler costruire una start up con tutti i rischi del caso”

Che cosa c’è della sua precedente esperienza lavorativa in Plumes?

“La mia meticolosità le mie capacità organizzative”

Veniamo all’aspetto pratico. Milano è una città in cui l’immagine è tutto. Una fortuna per lei?

“Beh, un’opportunità innanzitutto. Alcuni amici mi prendono in giro e mi dicono che io vedo il business dappertutto. Ma Plumes nasce per essere vicina alle donne e agli uomini che vogliono esprimersi attraverso i propri occhi. Se lei pensa ad un incontro di lavoro, ad un appuntamento o a qualsivoglia esperienza giornaliera capirà da solo che attraverso i propri occhi ognuno esprime sé stesso e la propria personalità. Il nostro obiettivo è rendere i nostri clienti felici per ciò che esprimono, quando guardandosi allo specchio riscoprono se stessi”

A 30 anni sarebbe pronta a costruire una catena Plumes e ad espandersi nel mondo?

“Perché no? Sono una sognatrice e con i risultati alla mano mi piacerebbe espandere ad alcune città italiane come Roma e Napoli per esempio. E chissà, magari farlo diventare un brand globale”

Per lei Expo sarà un’opportunità?

“Senza dubbio. Puntiamo a far conoscere il marchio in Italia, ma allo stesso tempo ci prendiamo cura dei nostri clienti stranieri, soprattutto asiatici, che possono trovare a Milano una realtà a loro molto familiare”

Che consiglio si sente di dare ad una ragazza che come lei decide di lasciare tutto per diventare manager di sé stessa?

“Di provarci. Di viaggiare, di fare esperienze diverse e stimolanti. Di andare controcorrente e di pensare in grande. E di creare qualcosa in cui esprimere appieno la propria anima. Io credo che nella vita ci sia un’opportunità per ognuna di loro”.