PM10: la Soluzione Arriva dall’Asfalto

La ricerca e l’innovazione però sembrano suggerirci negli ultimi anni una strada alternativa. Il problema a cui si cerca di dare una soluzione è il sollevamento, ad opera degli pneumatici, del PM10 depositato sul manto stradale e quindi disperso nell'aria che respiriamo ogni giorno. A questo problema si può aggiungere che una situazione di sotto-gonfiaggio degli pneumatici comporta un maggior consumo di carburante in una percentuale che varia tra il 3 e il 15 % e , quindi, un incremento proporzionale delle emissioni inquinanti.

Ci sono altri metodi per ridurre la presenza di polveri sottili nell’aria, ad esempio attraverso la diminuzione dei limiti di velocità e la scelta di asfalti, con la relativa buona manutenzione, che trattengano le polveri .

Nel nuovo panorama di soluzioni a disposizione dei policy makers, i cosiddetti fotocalizzatori potrebbero presto rivoluzionare le politiche per la riduzione dell’inquinamento atmosferico. Modificano la velocità di una reazione chimica attraverso l’azione della luce e accelerano il fenomeno di ossidazione favorendo la decomposizione degli agenti inquinanti. Grazie a questo processo, le polveri sottili vengono trasformate in sali inorganici non dannosi. È, ad esempio, dotato di proprietà fotocalizzatrici l’asfalto del terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa , il quale è stato cosparso di una particolare sostanza, chiamata Coverlite, contenente biossido di titanio. In sole 8 settimane si è ottenuta una riduzione di circa il 10 % della quantità di ossido di azoto presente nell’aria circostante. Un ottimo risultato che potrebbe portare ad utilizzare tali sostanze anche sui manti stradali delle grandi città congestionate dal traffico.