Praesto, la Startup che Rende i Pasti più Veloci, Pronta a Partire a Milano

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Considerati i successi globali di startup come JustEat e Hellofood, sembra proprio che il mondo imprenditoriale sia pronto a sfruttare a pieno il potenziale proveniente dal settore alimentare. Quale posto migliore per una nuova idea a base di cibo e innovazione se non la Milano di un’Expo sull’alimentazione?

Ne parliamo con Andrea Marino, laureando in International Management presso l’Università Bocconi e fondatore di Praesto, una nuova startup che ha l’obbietivo di velocizzare i pasti al ristorante.

Cosa è Praesto e come funziona?

Praesto è una semplicissima App che permetterà ai suoi utenti di preordinare il proprio pasto presso i ristoranti in modo da trovarlo pronto al loro arrivo per essere managiato al tavolo o portato via. In step: scegli dal menù cosa mangiare, selezioni ora di arrivo, paghi tramite app.

A che punto del progetto siete?

Praesto è ultimata  sia per dispositivi Android che iOS, stiamo per teminare la fase di beta che ha visto coinvolti  35 utenti e 3 ristoranti e dunque siamo pronti per il lancio!

Qual è il business model?

Il business model prevede una commissione applicata al ristoratore per ogni ordine ricevuto. Dunque molto semplice e replicabile.

Pensi che il settore del food abbia ancora grandi potenzialità?

Senza dubbio! Il settore del food sta vivendo solo la fase iniziale di un profondo cambiamento guidata da una penetrazione tecnologica senza precedenti.  Con Praesto cerchiamo di cavalcare quest’onda posizionandoci all’interno di un segmento non ancora affollato, dine-in e takeaway.

Il team com’è nato? Come vi è venuta quest’idea?

L’idea è nata quando con alcuni compagni di classe, dopo la pausa pranzo, arrivammo tardi a lezione a causa di una piadina che si fece attendere per ben 20 minuti. Dopo essere stati ripresi dal prof., anziché incolpare quella innocente piadina, decidemmo di trovare una soluzione alle perdite di tempo legate alla ristorazione, soprattutto nel momento del pranzo. Gli iniziatori del progetto sono stati proprio quei tre studenti rimproverati per il ritardo, Io, Nicole e Gabriele. A noi tre si è subito aggiunta la parte IT con Giulio, Alfonso, Francesco, Roberto e Sattar.

Che percorso avete fatto per trasformare un’idea in un’azienda? Avete ricevuto aiuti e/o finanziamenti?

Uno dei punti di cui siamo orgogliosi è proprio quello di aver trasformato l’idea in prodotto in totale autonomia, internalizzando tutte le risorse necessarie. Il percorso per arrivare al prodotto è stato caratterizzato da numerose ore di chiamate, momenti di tensione, soddisfazione e tanto lavoro.

Che obbiettivi avete per i prossimi due anni?

Per i prossimi due anni prevediamo di essere presenti in 4 città europee e 1 città americana, New York.

Un consiglio ai giovani aspiranti imprenditori?

E’ difficile dispensare consigli quando si è tra quelli che ne hanno bisogno, ma volendo condividere 3 delle lezioni apprese durante questi mesi:

  • Non siate timorosi nel raccontare la vostra idea, anzi più ne parlate più opportunità emergeranno. Almeno che non sia qualcosa di patentabile,  non sarà l’idea a determinare il successo del progetto.
  • Non sottostimate la potenza di una InMail su Linkedin. Non siate timorosi di presentarvi e chiedere aiuto a chiunque riteniate opportuno.
  • Prendete con la giusta cautela il parere di esperti, a volte sono i più preparati su qualcosa che è destinata all’estinzione.