Presidenziali Usa, Clinton Batte Trump al Primo Dibattito

Clinton, Trump pick up big wins

“Emisfero destro del cervello contro emisfero sinistro, pancia contro testa, istinto contro calcolo, es contro super io e, ovviamente, uomo contro donna”. Con queste parole James Follow ha definito sull’Atlantic quello che può essere etichettato come l’incontro politico del secolo”, il primo dibattito presidenziale tra Hillary Clinton e Donald Trump. Andato in onda alle tre di questa notte, più di 100 milioni di spettatori hanno osservato con trepidazione i due candidati alla Casa Bianca scambiarsi colpi bassi e accuse in uno scontro duro e acceso. Novanta minuti di confronto su varie tematiche: dall’occupazione, ai rapporti razziali, passando per la sicurezza nazionale e la minaccia terroristica.

L’ex first lady si è presentata in completo rosso, mentre il tycoon ha optato per un blu: fatto curioso, essendo il blu il colore dei democratici e il rosso quello dei repubblicani. Dopo la prima stretta di mano, il dibattito si è spostato sul tema dei posti di lavoro. Qui è arrivato il primo vero attacco della Clinton, che con un sorriso etichettabile come robotico ha asserito: Trump ha avuto un’infanzia facile, ha iniziato a fare soldi grazie agli investimenti di suo padre. Frase accompagnata dai primi brusii provenienti dal pubblico, mentre il raffreddore di Donald Trump continuava a scandire gli interventi dei candidati. L’offensiva di Hillary è continuata per tutto il dibattito, con attacchi finalizzati a screditare il proprio avversario, iniziando a chiedergli di pubblicare la propria dichiarazione dei redditi (mai successo che un candidato non l’abbia fatto in 40 anni di presidenziali) e mettendolo alle strette sulla vicenda del certificato di nascita falso dell’attuale presidente Obama.

Gli scivoloni del magnate sono stati frequenti. Più di una volta ha inelegantemente parlato sopra la Clinton cercando di buttare la discussione in bagarre, tentavi tuttavia vanificati dalla calma sorniona dell’ex segretario degli Stati Uniti d’America, che in vari interventi ha sottolineato l’inadeguatezza di Trump come possibile presidente gli Stati Uniti d’America. Hillary si è cosparsa il capo di cenere chiedendo scusa per le email cancellate durante la sua carica di segretario, affermando che oggi si comporterebbe in maniera totalmente diversa, senza cercare altre giustificazioni. Un’azione umana in un contesto in cui l’umanità e la sincerità raramente sembrano essere ammesse, che le è valsa l’approvazione di gran parte dell’elettorato.

Dalla bufala sul cambiamento climatico inventata dai cinesi all’approvazione della guerra in Iraq, questo Trump si è contraddetto troppe volte per poter pensare di reggere il confronto con Hillary senza essere politicamente scorretto. L’essere troppo “presidenziale” in un contesto che lo richiedeva non ha agevolato il dibattito a Donald, colui che della provocazione ne ha fatto una vera e propria arte. Per poi finire, lui stesso, sotto pressione davanti alle espressioni e la tranquillità della Clinton, che nonostante manchi del carisma di Barack Obama continua a essere la candidata numero uno per la presidenza degli Stati Uniti d’America.