Presidenziali Usa, a Hillary il Terzo e Ultimo Round

LAS VEGAS, NV - OCTOBER 19:  Democratic presidential nominee former Secretary of State Hillary Clinton gestures to the crowd as she walks off stage as Republican presidential nominee Donald Trump smiles after the third U.S. presidential debate at the Thomas & Mack Center on October 19, 2016 in Las Vegas, Nevada. Tonight is the final debate ahead of Election Day on November 8.  (Photo by Chip Somodevilla/Getty Images)

Secondo i sondaggi, solo una bagarre durante il terzo e ultimo dibattito avrebbe potuto rimettere in corsa Trump. Il candidato repubblicano non ha deluso le attese, mettendo in mostra tutto quello che si è visto durante la sua campagna elettorale condita da insulti e attacchi personali. Il confronto, svoltosi dentro la University of Las Vegas, è stato il più vibrante dei tre affrontati fino ad ora, con toni accesi fin dall’inizio e un Trump in rampa di lancio, disposto a tutto per portarsi a casa la vittoria alle presidenziali.

Non so se accetterò il risultato delle elezioni, dipende da come andranno a finire. Potrebbe anche essere tutto truccato: non l’ha toccata piano il tycoon di New York, creando sgomento e sorpresa in Nevada. La Clinton ha tentato inizialmente una presidenziale risposta egualitaria, accusando Trump di denigrare la democrazia americana, ma questo non è bastato a fermare un candidato repubblicano più agguerrito che mai.

Dopo aver discusso, apparentemente in maniera pacata e istituzionale, su chi debba prendere il posto vacante alla Corte Suprema dopo la dipartita di Antonin Scalia, il confronto ha preso una piega aggressiva quando si è toccato il tema dellimmigrazione.Quattro donne sedute nel pubblico qui presente hanno perso i loro figli uccisi da criminali immigrati: così ha esordito Trump, condendo il tutto con i soliti discorsi nazionalisti e xenofobi. Più sentimentale la Clinton, che ha risposto: “Ho incontrato a Las Vegas una ragazza terrorizzata all’idea che i suoi genitori possano essere espulsi dal paese. Io non dividerò queste famiglie con deportazioni di massa, come minaccia Donald Trump.

Il clima era teso, la miccia sembrava ormai innescata, e una volta nominato il Presidente russo Vladimir Putin la bomba è definitivamente esplosa. Hillary ha chiesto espressamente a Trump di condannare lo spionaggio russo, etichettando come vergognose le interferenze degli hacker di Mosca. Donald non ha fatto neanche un passo indietro sulla questione, difendendo il caro amico Vladimir e affermando: “Putin in ogni occasione si è mostrato più furbo di Obama e della Clinton. Preferisco andare daccordo con i Russi. Sferzata della candidata democratica: Putin vuole un suo burattino come presidente degli Stati Uniti.

Ovviamente la stretta di mano finale questa volta non c’è stata. I punti di vista rimangono distanti anni luce: Trump vede il paese ormai allo sbando e afferma che solo il suo pugno di ferro potrebbe ripulirlo dal fango presente, la Clinton per ovvie ragioni politiche è propensa a un’amministrazione che riprenda in parte punti salienti del governo Obama, senza stravolgerli del tutto.

Le carte sono state nuovamente mischiate. Ora non resta che aspettare l’Election Day, 8 novembre 2016, per scoprire chi sarà il 45° Presidente della storia degli Stati Uniti d’America. Mai si era visto durante un confronto un candidato che minacciasse di non accettare la possibile vittoria dell’avversario, e mai si erano visti due candidati alla Casa Bianca come Donald Trump e Hillary Clinton.