Le Previsioni Finanziarie? Meglio l’Oroscopo

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“La sola funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere persino l’astrologia un po’ più rispettabile”.

L’economista statunitense John Kenneth Galbraith spiega perfettamente con questa frase la deriva che si è raggiunta nel mondo finanziario di oggi. L’astrologia non è una scienza, ma un insieme di credenze che induce le persone a pensare che il movimento della Terra e degli astri possa influenzare la loro vita. La stessa dose di credenza necessaria a influenzare le proprie scelte di investimento sulla base delle previsioni economiche.

Pensare di poter essere fortunati in un determinato mese dell’anno perché scritto dall’astrologo ha bisogno della stessa convinzione e credenza che serve per pensare che in un determinato mese dell’anno venturo le borse saliranno. Gli ultimi periodi sono stati caratterizzati da “colpi di scena” che hanno sorpreso anche i più avvezzi a prendere in considerazione le previsioni: le inaspettate reazioni finanziarie ai maggiori eventi politici del 2016 (Brexit, Trump, referendum) ne sono l’esempio lampante.

La trasformazione da previsioni economiche a “oroscopo” dei mercati finanziari è già in atto.

La finanza è imprevedibile e in quanto tale non ha un buon rapporto con le “previsioni”: proprio pochi giorni fa il caso Dieselgate 2, che ha coinvolto il gruppo FCA, ha rimarcato questo concetto. Dopo settimane di dati positivi e crescita del valore di Borsa, il culmine del momento roseo si è raggiunto con la benedizione da parte del neo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per quelle aziende che avessero deciso di investire in territorio statunitense. Il messaggio, subito accolto dall’amministratore delegato di FCA Sergio Marchionne, ha influenzato gli analisti al punto da far loro predire il potenziale raggiungimento dei valori massimi di FCA in Borsa. Questo momento idilliaco si è però concluso pochi giorni dopo, con la notizia di possibili sabotaggi sui controlli delle emissioni di alcuni veicoli. Notizia che, nonostante non fosse ancora stata confermata, ha ribaltato le prospettive appena predette dagli analisti, facendo perdere in una sola seduta di Borsa al titolo FCA più del 15%. Informazioni che non possono essere ottenute -se non da un insider- cambiano radicalmente la valenza delle previsioni.

Un esempio che ha numerosi precedenti: come dimenticare il caso Lehman Brothers. Una delle banche più influenti del mondo che da un giorno all’altro ha perso lo status di “banca solida” diventando l’emblema dell’inizio della crisi del 2008 con il suo fallimento. Nessuno se lo sarebbe mai aspettato.

L’imprevedibilità che stiamo riscontrando sui mercati finanziari mal si lega con la mole di previsioni finanziarie che si possono trovare. Il minimo scostamento da queste, dovuto anche solamente da una notizia data da fonte non certa, cambia radicalmente l’esito delle previsioni stesse.

Le previsioni in finanza sono ancora utili? Sì, se valutate come generale indicatore di un potenziale futuro, ma ponderate per l’imprevedibilità e l’irrazionalità che caratterizza le Borse.

Alessandro Sichieri

Classe ’89, nato e cresciuto in provincia di Milano. Già dai tempi delle scuole superiori non faceva altro che studiare e parlare di finanza. Consegue la laurea triennale e specialistica in Economia con curriculum in Finanza presso la Cattolica di Milano, e durante il percorso frequenta alcuni corsi alla UCI in California. E’ consulente finanziario, dal 2014 gestisce il blog finanzaefficace.it dove cerca di spiegare in modo semplice tutti i concetti complessi del mondo bancario. Malato di tennis e di innovazione sta cercando di far superare l’enorme distacco che c’è tra banche e clienti grazie a internet.

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