Può la Vittoria della Coppa del Mondo Realmente Rallentare la Crescita Economica del Paese Vincitore?

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E’ possibile che la Germania, vincitrice della Coppa del Mondo in Brasile, esca come sconfitta in termini di crescita economica? Si potrebbe dire che l’economia del Brasile è stata l’unica vera vincitrice nonostante l’umiliante sconfitta in semifinale con la Germania?  Sembrerà difficile a credere, ma una forte tendenza storica suggerisce che la risposta sia affermativa per entrambi i quesiti.

Secondo le statistiche elaborate dalla Banca Mondiale, in sei degli ultimi sette campionati del mondo, il prodotto interno lordo (PIL) del paese vincitore del più prestigioso torneo di calcio ha avuto una forte contrazione nell’anno successivo alla vittoria. Questa forte tendenza risale addirittura alla vittoria dell’Argentina durante il mondiale di Messico 1986.

L’unica eccezione si è avuta nel 2010 quando il PIL della Spagna, campione in Sud Africa, è cresciuto solo dello 0,1% nell’anno successivo. Questo dato è in controtendenza, infatti tale cifra era ancora in lieve aumento rispetto al 2010 l’anno horribilis per gli iberici, quando nel bel mezzo della recessione europea hanno visto la propria economia ridursi dello 0,2% proprio nell’anno della vittoria della Coppa del Mondo. La riduzione del PIL dunque è significativa e, secondo le stime, varia con una media di 1,14 punti percentuali.

Questo deve poi sommarsi al fatto che l’effetto sembra essere anche duraturo, cinque dei sette recenti vincitori della Coppa del Mondo hanno visto la recessione continuare anche nel secondo anno successivo alla grande vittoria. Tra i finalisti di quest’anno, l’economia Argentina ha visto un incremento dell’3% nel 2013, mentre la crescita della Germania è stata decisamente più modesta, attestandosi allo 0,4%. Ma quali possono essere le ragioni di questa strana correlazione?

Potrebbe essere semplicemente una coincidenza – nonostante l’arco temporale molto esteso, sette casi non sono un grande insieme di dati per trarre delle conclusioni definitive – ma alcuni economisti hanno suggerito, a fronte dei 3 miliardi di spettatori dell’ultimo mondiale, che il tempo trascorso a guardare la Coppa del Mondo è “pagato” in termini di PIL e che i tifosi delle squadre che avanzano nel torneo trascorrono la maggior parte della giornata a seguire le vicende della propria nazionale.

Per quanto interessante e non lontana dalla realtà come teoria, l’effetto sull’economia sembra troppo grande e duraturo per essere causato semplicemente da un torneo di un paio di settimane e dal tempo dedicato a tifare i propri beniamini. In più, non sembra esserci un effetto simile associato ad altri eventi sportivi molto seguiti e con la stessa formula a torneo come le Olimpiadi o l’Europeo di calcio.

Forse, l’unica spiegazione a questa correlazione è semplicemente riconducibile ad un calo dell’euforia post-mondiale che si registra nei mesi successivi al termine della manifestazione. Difatti, nei mesi che seguono la vittoria, terminati i festeggiamenti e le celebrazioni dei “calciatori-eroi”, sembra che vi sia un incremento intenso ma di breve durata della produttività seguito da un graduale appiattimento, come se la gente si rendesse conto che la vittoria della Coppa del Mondo da sola non potrà risolvere interamente tutti i problemi del loro paese.