Quando la Città ci Rende Schizofrenici

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Si dice che il problema fondamentale dell’essere umano sia quello di non accontentarsi mai. Chi porta i capelli lunghi, li vorrebbe tagliare. Chi si trova in una località di mare, sogna la montagna. Chi è alto si lamenta, chi è basso indossa i tacchi. Pensiamo a quante volte al giorno ci lamentiamo della nostra condizione. Questo discorso torna sempre, soprattutto quando parliamo del posto in cui viviamo. Su questo dilemma ci scrisse persino una favola Esopo, in cui un topo di città e un topo di campagna, stanchi delle loro vite e invidiosi delle esperienze dell’altro, decisero di scambiarsi le case. Dopo poco tempo entrambi rimpiansero la propria decisione e decisero di tornare nella propria terra. A quanto pare, le cose dal VI secolo a.C. ad oggi non sono cambiate poi così tanto.

Vivere in campagna significa stare a contatto con la natura, respirare aria pulita, vedere il cielo limpido, e avere ritmi di vita tranquilli. Spesso troppo tranquilli, e l’abbondanza di spazi verdi non basta a sollevare l’umore di chi si annoia e sogna la città. Considerata da sempre il luogo dove i sogni si avverano, dove regna la movida, dove ci sono grandi possibilità di lavoro (per i più ambiziosi) e persino di trovare la propria anima gemella (per i più romantici), eppure la città è anche traffico, rumori, ritmi frenetici, ritardi, scioperi dei mezzi pubblici, le tipiche lamentele di chi vive in città, ma sogna la tranquilla campagna. Un recente studio dell’Università dello Utah ha dimostrato l’esistenza di un legame tra la vita stressante in un’area metropolitana e lo sviluppo di psicosi.

La schizofrenia è una malattia caratterizzata da disturbi del pensiero, e nel mondo colpisce circa una persona su 100. È un disturbo complesso e con un’importante componente genetica, secondo recenti studi però, l’incidenza della schizofrenia è sicuramente più bassa nei territori in via di sviluppo, e molto più alta nei paesi industrializzati. Vivere in città, e dunque condurre uno stile di vita stressante, aumenta il rischio di ammalarsi di schizofrenia del 30%. Su oltre 1,3 milioni di abitanti a Milano, si stima una prevalenza di psicosi del 2-2,5%, di cui vengono trattati solo 11 mila casi, poiché spesso i sintomi e i problemi non vengono riconosciuti già dall’inizio, nè dai familiari, nè dai medici.

In un contesto sociale come quello cittadino, l’individuo fatica a trovare serenità a causa della solitudine causata dai ritmi frenetici, da orari impossibili, dallo stress lavorativo, dalla mancanza di pause, dalla carenza di spazi verdi e di relax. L’isolamento sociale e lo stile di vita no-stop, è il terreno fertile per lo sviluppo di queste psicosi. Una minaccia reale per la salute dei cittadini, che sempre di più faticano a controllare la rabbia, si abbandonano alla depressione, all’ansia, e che spesso mostrano i primi sintomi di schizofrenia.