Quanto l’Attività Umana Incide sul Cambiamento Climatico? Ecco le Risposte dei Diversi Paesi

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Finora se n’è parlato più per i rischi di attentato che per quello che dovrebbe derivarne sul piano internazionale, ma ci sarebbero molte riflessioni da fare su quello che vorrebbe essere l’obiettivo principale della COP21, la conferenza sui cambiamenti climatici in corso a Parigi. Per raggiungere il successo e quindi dare il via ad una lotta efficace in favore dell’ambiente, la Cop21 deve riuscire a creare una collaborazione tra i paesi partecipanti. Gli ostacoli, però, non mancano.

In primo luogo è stato ampiamente riportato che, a causa della loro sete di combustibili fossili, il fatto che nazioni come Cina e India siano state recentemente coinvolte nel processo di industrializzazione rappresenta probabilmente il maggiore ostacolo per le trattative. Anche lo scetticismo Occidentale, però, è da ritenere altrettanto colpevole per la situazione di stallo.

Quando si tratta di essere scettici sul fatto che gli esseri umani siano i principali fattori che stanno dietro ai cambiamenti climatici, gli inglesi e gli americani sono in prima fila.

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Nonostante le prove scientifiche contrarie, un sondaggio condotto da Ipsos MORI (a cui il grafico sopra si riferisce) ha rivelato che solo il 64% dei cittadini britannici e solo il 54% di quelli americani concordano sul fatto che il cambiamento climatico che stiamo vivendo sia in gran parte il risultato dell’attività umana. Percentuali di scarso rilievo se paragonate a quelle presenti nell’altra estremità della scala, dove i cittadini di Cina, Italia e Spagna si sono rivelati molto più propensi ad attribuire delle colpe al genere umano.