Quella Volta in cui Mio Nonno Mi Ha Parlato di Sesso (e Non Solo)

Why So Serious Federica Colli Vignarelli

Era il Natale di due o tre anni fa, complici i crostacei afrodisiaci o il vino quello buono delle feste, fatto sta che io e mia madre abbiamo assistito a un simpatico racconto sulla vita sessuale dei miei nonni (nonché suoi genitori). Tutta colpa mia che ho avuto la malaugurata idea di chiedere come si fossero conosciuti. Perché sei abituata a vederli insieme, e dai per scontato che siano sempre stati così, insieme, un pacchetto unico di nonni nati già nonni e accoppiati. Accoppiati, però, l’hai sempre inteso in senso metaforico. Come gli assi nel poker. Accostati. E invece non proprio.

Dunque c’è da premettere che mannaggialoro erano bellissimi entrambi. Lei bionda, occhi verdi, pelle chiara, con lineamenti angelicati e curve da pinup (sì giuro è mia nonna), lui alto, fisicato come solo l’atletica e in particolar modo le parallele ti possono rendere, abbronzato, una massa di capelli corvini, lineamenti marcati ma regolari e un sorriso perfetto con le stesse potenzialità di fosforescenza del luminol. A vederli, gli opposti. Che in questo caso si sono attratti -e vorrei vedere- dai 19 anni (lei) e 23 (lui) per altri sessantasei. Un anno di fidanzamento (neanche), via di casa con due cuscini sottobraccio e matrimonio. Piccolo dettaglio: entrambi (soprattutto lui) cattolici convinti. Ergo, meravigliosamente illibati. E a me bastava anche sapere questo, però no, loro mi vogliono regalare emozioni. E così mio nonno, il George Clooney del naviglio grande, mi racconta di più. Mi racconta della prima volta che l’ha vista. Mi racconta com’era vestita. Perché se lo ricorda, in ogni dettaglio. Mi racconta dello sguardo che si sono lanciati, lei circondata dalle risa delle amiche e lui dal supporto dei compagni di conquiste. Mi racconta del loro primo ballo –perché sì, a quel tempo non si aggiungeva su Facebook ma si invitava a ballare– e di come in modo così naturale la loro frequentazione sia proseguita.