Quella Volta che l’Ex Sindaco di Londra Boris Johnson Atterrò un Bambino Giapponese Durante una Partita di Rugby

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Dietro le quinte della politica internazionale, fatta di etichette e convenzioni sociali, si fa strada una realtà alternativa, dove l’uomo di governo in giacca e cravatta si rende sempre più protagonista di episodi al limite della decenza. Tra i politici che negli ultimi anni si sono distinti maggiormente, più per i loro scivoloni di stile che per l’efficacia delle loro proposte politiche, c’è senza ombra di dubbio l’ex sindaco di Londra Boris Johnson.

Membro del partito conservatore inglese e tra i principali promotori della Brexit, Johnson è sempre stato noto alle cronache per i suoi atteggiamenti sopra le righe. Durante i suoi due mandati come primo cittadino della capitale inglese, infatti, ha fatto molto parlare di sé. I capelli di un biondo ossigenato, che gli sono costati più volte il paragone con il neoeletto presidente americano Donald Trump, hanno sicuramente aiutato a rafforzare l’immagine ironica di un uomo goffo, sul quale riversare la satira dei social network.

Certo lui, alle apparenze, non ha mai mancato di accompagnare i fatti. Il 15 ottobre 2015, infatti, nel corso di una visita istituzionale di tre giorni in Giappone, Boris Johnson partecipò a una partita di rugby organizzata per le strade di Tokyo per promuovere la Coppa del Mondo in programma nel 2019 nel Paese del Sol Levante. Nel corso di un’azione concitata, però, subito dopo aver preso palla, Johnson, preso dalla foga agonistica, iniziò a correre, travolgendo un bambino di 10 anni, che gli si era parato davanti per bloccare la sua avanzata. Boris Johnson atterò letteralmente il ragazzino, che, dopo essersi rialzato, riferì di sentirsi un po’ indolenzito ma di stare tutto sommato bene. L’episodio diede chiaramente il via a parodie e commenti sarcastici, che misero (se possibile) ancora di più in luce l’evidente talento di Johnson nel diventare la parodia di se stesso.

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Lo scorso 23 Giugno 2016, a seguito del referendum sulla Brexit, che ha visto il Regno Unito appoggiare il sì e quindi l’uscita del Paese dall’Unione Europea, Johnson era perfino apparso come il perfetto candidato per sostituire l’ormai ex primo ministro David Cameron, che rassegnò le dimissioni subito dopo i risultati del voto popolare. Johnson, grande sostenitore del partito del sì, rifiutò tuttavia l’ipotesi di trasferirsi a Downing Street, guadagnando così la tanto inaspettata quanto discutibile nomina a Segretario di Stato del Commonwealth.

Questo vuol dire solo una cosa: di Johnson non solo sentiremo ancora parlare, ma non ci resta che aspettare per vederne le prossime (si spera non violente) uscite.