Quello che non ti Dicono del CERN di Ginevra

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CERN e fisica nucleare. Certamente uno dei binomi più comuni nell’immaginario collettivo. Ma si tratta davvero “solo” di un gran laboratorio popolato da fisici e ingegneri che cercano di scoprire l’origine dell’universo? In verità ci sono due CERN.

Il primo rispecchia la funzione primaria di centro di ricerca di fisica nucleare. Non essendo un grande appassionato di fisica, l’ambiente non mi attraeva molto. Delle poche informazioni che avevo trovato sul CERN, dalla classica Wikipedia al documentario “Particle Fever”, sembrava il regno di scienziati che vivono sulle nuvole circondati da libri e polvere di gesso. Sì è vero, c’è l’acceleratore di particelle LHC, ma non aspettate di vederlo in lontananza, infatti si trova a 100 metri di profondità e quando è in funzione non si può visitare.

Il primo impatto con il CERN di certo non aveva cambiato il pregiudizio. Era una giornata fredda e nebbiosa di dicembre, scesi dal tram che dalla stazione di Ginevra porta direttamente al CERN e tra una nebbia invernale scrutai dei palazzi di uno stile molto discutibile, all’apparenza fatiscenti. In un secondo momento pensai che la bellezza dei palazzi non contribuisce direttamente al successo della fisica, quanto piuttosto limiti il budget. Ma nell’imminente non mi fece una bella impressione. L’unico segno di modernità era rappresentato dal “globe”, una sfera in legno in quel momento in ristrutturazione.

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Entrai in uno dei tanti hangar. Lo scenario cambiò. Mi si presentò il secondo CERN, quello meno conosciuto. Il primo pensiero fu di essere entrato in un ufficio di Google. Container con pareti trasparenti formavano gli uffici e un bus londinese a due piani (il numero 9) prendeva le funzioni di una “meeting room”. Ancora frastornato mi si presentarono Markus e Tuuli, un economista e una designer Finlandesi. Mi spiegarono cosa fossero lì a fare. In poche parole, cercavano di utilizzare le tecnologie sviluppate al CERN per risolvere problemi quotidiani, come la scarsità d’acqua in alcune zone del mondo o lo spreco del cibo nei paesi occidentali. Invenzioni degne di nota sono una macchina per aiutare bambini autistici nell’apprendimento, una gonna con un airbag incorporato per prevenire fratture dovute alle cadute e una macchina che trascrive e analizza i discorsi. Sembra pazzesco ma succede davvero e il progetto si chiama IdeaSquare.

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Tutte queste invenzioni derivano da un approccio che parte dai bisogni delle persone. Nel caso della macchina che trascrive e analizza i discorsi l’idea era venuta parlando con gli scienziati del CERN. Uno dei più grandi problemi era la perdita di tempo nel presenziare a meeting inutili. La macchina registra i discorsi e propone un testo corto e denso di significato. Ciò ha permesso di osservare che quando parliamo solo il 20% di un discorso è contenuto, mentre l’80% sono formalità.

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Nella mia esperienza al CERN ho avuto modo di conoscere tante realtà che, attraverso il Centro, sviluppano tecnologie con finalità totalmente distanti dalla fisica. Un esempio lampante è un team di ricercatori sta sviluppando un “mini acceleratore” di isotopi per curare il cancro alle ovaie. Componenti per lo shuttle e apparecchiature per misurare le radiazioni sono solo alcuni dei progetti che potete trovare. Chimici, ingegneri, economisti, avvocati e teologi, davvero, sono gli esperti in cui vi imbattete nel regno della ricerca nucleare.

Quindi, se siete interessati ai temi dell’innovazione, se non avete paura di spendere giorni nel cercare di capire tecnologie al limite del comprensibile e se vi intriga l’idea di pranzare in mensa tra un russo, un giapponese ed un brasiliano, allora anche per voi il CERN può essere un’opportunità.