Smartweek Racconta Mary Dillon, la Signora della Bellezza Made in USA

La ricetta prevede tre ingredienti

Il primo punto all’ordine del giorno è la sua immensa capacità di leadership. Prima di ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato di Ulta Beauty, Mary Dillon ha sempre ottenuto ruoli dirigenziali all’interno delle aziende in cui ha lavorato. Ultima, ma non per importanza, la sua esperienza quinquennale alla McDonald’s, dove viene nominata Vice Presidente della Corporation e supervisiona la strategia di brand in 118 Paesi e il reparto marketing globale.

Il secondo punto riguarda ciò che la rende speciale, unica e tanto desiderata dalle compagnie: il suo attaccamento a Chicago. È qui che le sue radici sono nate e dove lei ha scelto di metter su famiglia. Con suo marito Terry è riuscita a costruire una brillante carriera pur crescendo quatto figli. Come ci è riuscita? Partiamo dal presupposto che le donne sono multitasking, ma purtroppo non hanno il dono dell’ubiquità. Perciò, per avere un successo del genere è necessario avere un compagno di vita che sia disposto a lasciare la scena e restare a casa per badare a tutto.

dillon 2Infine, ciò che emerge da queste pagine è l’incredibile aspirazione di Mary Dillon a guidare un’azienda.

Tutto nasce quando lavorava da McDonald’s: la struttura aziendale le impedisce di avere il controllo e l’autorità sulla generazione di perdite o profitti. Nonostante lei racconti di questa esperienza come una “grande dose di umiltà”, il suo mentore Andy McKenna non la pensa allo stesso modo:

Così, quando, nel 2010, un’azienda di cellulari, la U.S. Cellular, bussa alla sua porta per offrirle il posto dirigenziale a Chicago, Mary Dillon ha accettato senza esitazioni. Durante quest’esperienza ha preso tanti abbagli, ma ha anche imparato tante cose, tra cui una grande comprensione dei potenziali della tecnologia e l’esperienza per dirigere una catena di retailers.

Si va in scena

A questo punto Mary Dillon è pronta. Ha tutte le carte in regola per prendere il comando di Ulta Beauty. Quando entra è il 2013 e tutto il suo lavoro si sostanzia nei risultati: raddoppiamento di vendite e profitti e miglioramento dei margini e della struttura dell’e-commerce. Al momento del suo insediamento, viene assalita dalle domande sulle maschere per il viso o le tinte per capelli. Ma Mary Dillon è in grado di dire solo:

La formula di vendita da lei implementata ha trasformato la Ulta beauty in un motore di crescita inesorabile. In soli due anni la catena di Dillon è riuscita a superare la famosa Sephora per diventare il rivenditore più grande della nazione aprendo oltre 200 negozi.

Ma il più grande traguardo raggiunto da Dillon ha a che fare con il brand Ulta Beauty: la sua immensa esperienza nel marketing è stata sfruttata a favore della compagnia per riposizionare il brand,

afferma Dillon. Perciò l’immagine sotto il comando di Dillon si fonda più sull’esperienza del consumatore e la convenienza che sui coupon attraverso la vendita di tutto ciò che riguarda il mass market e i prodotti professionali in tutti i formati.

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Empatia anima mia

Il collante di tutta la strategia di Mary Dillon è la vera chiave del successo. Però, pensate un po’, non tintinna come i soldi, non si trova in Borsa e non si nasconde nel suo computer. Il fattore di successo si chiama empatia. Per comprendere veramente il consumatore e ciò che lo motiva, ma anche per prendere delle decisioni strategiche che possano trovare il favore del mercato e far arrivare alle stelle i numeri aziendali.

Di Dillon è ammirabile il suo incredibile talento, versatile e camaleontico e la sua storia lo dimostra: da Gatorade a U.S. Cellular fino a Ulta Beauty. Il marketing scorre nelle sue vene, la strategia è nel suo DNA e l’empatia illuminano tutto ciò che fa, come Re Mida trasformava tutto in oro.