Smartweek Racconta Rodney Sacks, Inventore della Monster e Gentleman dell’Industria

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Porgi l'altra guancia, ma con una marcia in più

Dopo aver compreso che occhio per occhio fa il mondo cieco, Sacks decide di porgere l’altra guancia e farsi furbo. Così, inizia una convivenza pacifica e strategica con l’avversaria Rockstar anche grazie all’introduzione di una nuova bevanda, Monster Energy. In questo modo, le due aziende riescono a trovare un posto nel mercato e a giocare ad armi pari. Ciò che, però, si rivela fondamentale in questo gioco concorrenziale non è tanto il prodotto o il prezzo, quanto il ruolo svolto dal marketing e dal management.

Un lavoro innovativo e rivoluzionario che culmina nel 2012, quando Sacks decide che Hansen Natural Corporation è un nome decisamente troppo datato per poter dominare il mercato ipertecnologico e basato sempre più sull’immagine del brand. Ecco allora che inizia un lavoro massiccio sul marchio: adesso l’azienda si propone sul mercato come Monster Beverage e ha tutte le intenzioni di realizzare il sogno nel cassetto del suo fondatore: avere successo. A posteriori si direbbe che la tenacia e il talento di Sacks abbiano ripagato il duro lavoro e le difficoltà. Attualmente la società degli energy drink vanta un valore sul mercato di 2.7 miliardi di dollari e oltre 2000 impiegati.

La lettera scarlatta

Ma se pensate che le difficoltà si fermino qui vi sbagliate di grosso.

Il rebranding, momento fondamentale per l’azienda, coincide con un immenso scandalo scoppiato per il sospetto pericolo causato dalle bevande energetiche. Infatti, molti si chiedono se la caffeina, ingrediente principale degli energy drink, non sia dannosa se associata alle sostanze zuccherine in essi contenute. Tra le diverse battaglie, la più difficile è certamente quella contro i genitori di una ragazza quattordicenne, apparentemente morta dopo aver bevuto una lattina di Monster.

Un fatto del genere normalmente è causa di discredito per l’azienda e, spesso, rappresenta la lettera scarlatta. Ma non per Sacks. Lui comprende la gravità della situazione e la sua delicatezza: con saggezza affronta il problema e conduce degli studi approfonditi che rivelano la vera causa della morte, un problema cardiaco non associabile con la bevanda Monster. Questo non solo rivela una sensibilità sopraffina dell’imprenditore sudafricano, ma anche la furbizia imprescindibile che ci vuole in un settore così competitivo. È proprio grazie all’eleganza e alla correttezza di Sacks che le vendite del 2012 schizzano alle stelle.

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La cosa ammirevole di Rodney Sacks è la sua dirittura morale e la sua fedeltà a quei principi fondamentali che garantiscono la nomea di galantuomo dell’industria, ma sempre con un pizzico di furbizia. Sarà forse questa che ha fatto pendere l’ago della bilancia verso Monster nella battaglia contro la Rockstar, produttrice della celebre RedBull? Per il momento, la risposta più plausibile ha un altro nome, sempre associato con la caffeina: Coca Cola, azienda con la quale Sacks ha concluso un accordo di distribuzione per far lievitare le proprie vendite all’estero.

Infine, sarebbe bello sapere qualcosa di più sulla sua storia, ma la sua immensa riservatezza – tipica di un vero gentleman – rema contro. Oltre le sue gesta imprenditoriali si sa ben poco, ma una cosa è certa: il rispetto e l’ammirazione di tutto il mondo sono già conquistati da tempo immemore, insieme a una buona dose di gratitudine da parte di tutte le persone che si ritrovano a lavorare anche di notte.