Rinascita Dell’Aston Martin, L’Auto Di James Bond

Aston Martin Db10

È impossibile acquistare una Aston Martin Db10, il modello fabbricato esclusivamente per il 24º capitolo della saga di James Bond, Spectre, uscito nel novembre scorso. Eppure, diversi mesi prima dell’uscita del film, lo stabilimento di Gaydon, nel cuore dell’Inghilterra, è stato invaso di chiamate da parte di fan disposti a sborsare centinaia di migliaia di sterline pur di avere la vettura guidata da Daniel Craig.

Se queste sono le premesse, sembra impossibile credere che la sopravvivenza del marchio Aston Martin venga considerata un miracolo: in 103 anni la casa non ha quasi mai prodotto utili e in tutta la sua storia ha fabbricato meno vetture di quelle sfornate dalla Toyota (leader mondiale) in due giorni. Eppure è altrettanto famosa.

Quando non sono scomparse dal mercato, altre case automobilistiche storiche hanno trovato rifugio sotto l’ala di colossi finanziariamente solidi: Bugatti, Bentley e Lamborghini in Volkswagen, Ferrari in Fiat-Fca, Rolls-Royce in BMW, Lotus nella malese Proton.

L’Aston Martin, al contrario, appartiene ad investitori finanziari che, a tratti, sono sembrati propensi a una rapida fuga piuttosto che un disimpegno graduale. Al vertice dell’azienda i soci hanno messo un patito dei motori con una solida carriera internazionale,  deciso a impersonare il ruolo di salvatore dell’unico marchio rimasto indipendente per le auto made in Britain. Nei prossimi anni il CEO Andy Palmer, in carica dal 2014,  potrà magari pilotare l’azienda verso la quotazione in borsa (come è successo alla Ferrari).  In ogni caso, sa bene che ci sono leggende che non possono morire.

“Il mito delle Aston Martin deriva da un passato in cui ci si faceva costruire un’auto come si andava in Savile Row a Londra per un abito o una camicia su misura” spiega Paolo Tumminelli, professore di design a Colonia. “Nell’immaginario, un’Aston Martin appartiene al mondo sognato dall’uomo anglosassone facoltoso, impersonato proprio da James Bond.” Immagine vintage un po’ scolorita, ma che continua a ispirare persone in tutto il mondo, dal Medio Oriente alla Cina.

1964. In "Goldfinger" Sean Connery guida una Db5
1964. In “Goldfinger” Sean Connery guida una Db5

Dopo anni di cattiva gestione da parte d’investitori kuwatiani non interessati alla regolare redditività ma a caccia dell’occasione, è stato trovato un socio importante: il fondo italiano Investindustrial, guidato da Andrea Bonomi, il quale ha portato avanti un investimento da 150 milioni di sterline rilevando il 37,5% della compagnia.

Palmer adesso può usufruire della partnership col gruppo Daimler (che implementerà tecnologie e motori) e disporre di nuovi capitali (intorno ai 700 milioni). La sfida è che l’azienda che produce le auto di 007 cominci a fare profitti. Ma una grande verità è che Aston Martin non è mai riuscita ad andare oltre la sua ristretta nicchia di mercato.

Peter Wells, esperto dell’industria automobilistica britannica e internazionale, domanda: “La trappola sta proprio in questo: la tradizione è bella, ma oggi per il marchio non converrebbe puntare su qualcosa simile all’elettrica Tesla?“

Palmer ha lasciato intendere che il modello crossover dbX (con il quale Aston Martin aggancerà il boom dei Suv) potrebbe avere anche una propulsione elettrica. Tuttavia, questa tecnologia divora capitali da investire. Ferrari, con una produzione annua sulle 7000 vetture, riesce realizzare sostanziosi profitti. Certo, le Ferrari sono molte più care delle Aston Martin, che sono nella fascia di gruppi come la Porshe, che però può sfruttare la produzione di serie e le sinergie di un gigante come Volkswagen.

Intanto, la casa ha appena firmato un accordo con il team di Formula1 Red Bull Racing per costruire una monoposto che segnerà il ritorno del logo alle corse,  abbandonate nel 1960.
Aston Martin potrà rimanere indipendente? Wells ne dubita. L’ingresso in borsa potrà funzionare se i ricchi appassionati del marchio non investiranno solo nelle automobili sportive ma anche in azioni.  Nel frattempo il grosso aiuto dovrà arrivare ancora da 007, prossima missione dell’agente segreto più famoso di sempre.