#roccotieniduro: Il Neuromarketing di Durex al Servizio del Calcio

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Cosa piace agli italiani? Il calcio, naturalmente: lo possono testimoniare senza dubbio i 12,7 milioni di spettatori che hanno visto Italia-Inghilterra in tv o le 250 mila interazioni che Balotelli ha scatenato su Facebook postando la foto di un album Panini riempito solo dalla sua figurina. D’altro canto, giorno dopo giorno, più i campi brasiliani vengono calpestati, più i social network si dimostrano il terreno di gioco per appassionati e tifosi. Dall’inizio dei mondiali infatti su Twitter sono stati raggiunti i 300 milioni di tweet, risultato impressionante se confrontato con le olimpiadi di Londra, che in tutto ne hanno contati “solo” 150 milioni.

Della portata social dei mondiali però non se ne sono accorti solo i tifosi. Da mesi infatti, i più importanti brand multinazionali lavorano su Facebook e Twitter per pubblicizzare i loro prodotti con spot sempre più coinvolgenti e informali (lampante il caso Nike). Sembrava nulla ci potesse più sorprendere fino a che sulla timeline di Twitter, qualche giorno prima dell’inizio delle partite, ha iniziato a comparire l’hashtag #roccotieniduro. L’interpretazione non lascia vie di scampo, è proprio come sembra. Indovinate ora quale brand è dietro tutto questo? Con un’abile mossa di marketing la risposta è suggerita direttamente dall’hashtag, che richiama proprio il più popolare marchio di profilattici e sex toys: Durex. Così l’11 giugno ha iniziato a circolare il video in cui il divo dell’hard Rocco Siffredi, spiega il significato e i dettagli della sua missione: non fare l’amore per tutto il periodo in cui l’Italia sarebbe stata in gara per il titolo di campioni del mondo.

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I tifosi non sono di certo nuovi ai messaggi a base di calcio e sesso. Emblematico il caso di Marlen Doll, famosa pornostar cilena che fin dalla prima partita del Cile ha fatto parlare di sé per aver lanciato su Twitter la call con cui assicurava ai propri fan maratone di sesso in caso di vittoria del suo Paese. In questo panorama  a luci rosse tutto ci si aspettava da Rocco, tranne un fioretto di questo tipo: perché mai oltretutto l’astinenza di Siffredi dovrebbe essere l’arma vincente nella strategia di marketing della Durex?

Una spiegazione può arrivare da ciò che gli specialisti del settore chiamano Neuro-marketing, utilizzato già in campagne di Adidas, Nike, Coca Cola e Apple. In sostanza, la pubblicità non mira più esplicitamente al bisogno dello spettatore, ma cerca di navigare tra le emozioni per stimolarne i desideri. Che sia proprio Durex ad adottare questa tecnica d’altro canto non ci stupisce: è dal 2010 infatti che a fronte di un mercato come quello dei profilattici dove si preannunciava un periodo di crisi, il settore marketing si è impegnato sulla promozione di un nuovo posizionamento: da Love. Sex. Durex l’attenzione dei consumatori non è più solo sulla sicurezza, ma sulla ricerca del piacere.

Come perdere quindi l’occasione di associare esplicitamente i frutti di due tra le più grandi passioni degli italiani? Il binomio l’aveva già sperimentato Ronaldinho che lo scorso anno si era tuffato nel commercio con una linea di preservativi dal nome “Sex Free” mentre era impegnato come testimonial in una campagna per la lotta alla diffusione dell’AIDS.

Se questa ennesima trovata di marketing sia stata una mossa vincente è ancora troppo presto per dirlo, anche se di certo non farà fatica ad ottenere risultati migliori di quelli calcistici. Per ora sappiamo solo che Rocco, dopo la disfatta ha assicurato di aver tenuto durissimo, e ha tenuto a precisare che dopo questa scorpacciata di castità ora riprenderà il cammino verso la solita gloria. Sotto le lenzuola, si intende!