Roma, Forum PA: Sharing Economy e Regolamentazione

Quale momento migliore per sedersi ad un tavolo e discutere di amministrazione condivisa dei beni comuni e di consumo collaborativo dopo un mese di maggio caratterizzato dalle proteste dei tassisti milanesi contro Uber, il divieto imposto da Berlino di affittare la propria abitazione su Airbnb, e il grande successo del Ouishare Fest di Parigi? “Dietro alla faccia più famosa del consumo collaborativo c’è la volontà di dare una risposta ai problemi più critici della nostra epoca, relativi all’ambiente e all’economia” afferma Simone Cicero, fondatore di Hopen Think Tank e Connector di Ouishare per l'Italia.

Cicero richiama anche l’attenzione sul ruolo normativo che le pubbliche amministrazioni dovranno ricoprire in questa rivoluzione: “Ciò che è chiaro è che le grandi protagoniste della sharing economy sono le città, è qui che si stanno giocando le sorti della rivoluzione collaborativa. Tutte le città più avanzate stanno legiferando su questi temi, cercando di arrivare ad un compromesso tra tutela dei soggetti preesistenti e le opportunità offerte dai nuovi servizi”.

Se Amsterdam sembra la città più innovativa dal punto di pista normativo, con il recente provvedimento che impone un limite massimo di due mesi di affitto tramite Airbnb, negli Stati Uniti la città di Portland ha promosso un contratto di sussidiarietà con Airbnb, per il quale l’azienda si impegna a reinvestire i proventi dell'attività sul territorio, e a sostenere un piano di sviluppo delle attività commerciali locali e per promuovere il turismo. Mentre fin’ora in Italia la partita tra servizi tradizionali e innovativi si è giocata in un campo fondamentalmente privo di regole, e ancora pochi sono gli esempi virtuosi come quello di Bologna, che ha appena implementato il proprio regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni.