Russia, è Tempo di Rinascita

putin

A pochi giorni dalle tanto sospirate elezioni americane, i riflettori internazionali si sono spostati sullo storico “rivale” russo, in seguito alla presentazione del progetto, che sarà pronto per il 2018, del nuovo missile balistico RS28, noto come Satan 2 e dotato di sedici testate atomiche. L’annuncio shock è arrivato il 26 ottobre e la stampa internazionale già ne parla come il “potente missile” in grado di polverizzare aree pari alle superfici di Texas o Francia. Che sia lo scenario di una nuova guerra fredda alle porte?

Sicuramente, dopo l’ultima e scontata vittoria del partito del Presidente Putin (ancora in carica almeno fino al 2018) alle elezioni legislative dello scorso settembre, la vastissima maggioranza di cui gode gli permetterà di governare senza problemi. I saldi obiettivi di dare al paese una nuova “epoca d’oro” sul piano politico e militare nonché di restaurare una forte influenza a livello internazionale, sono ora più che mai all’ordine del giorno. In fin dei conti, è dal suo arrivo al Cremlino nel 2000 che lo Zar sta indirizzando tutta la sua energia e quella delle sue armate verso la realizzazione di questi scopi.

putin
Effettivamente la Russia putiniana è riuscita a imporsi come attore di primo piano in tante crisi che stravolgono il mondo e soprattutto a rinvigorire il “braccio di ferro” con l’antico rivale americano, su numerose questioni. In Medio Oriente, per esempio, è uno dei pochi Paesi ad applicare una strategia militare chiara.

Per attuare questo straordinario ritorno alla politica di potenza, Putin ha sfruttato abilmente sia l’influenza diplomatica, sia la potenza militare della sua nazione. I primi passi risalgono già al 2007, quando Putin rimise in questione, per la prima volta, il sistema unipolare a trazione americana e di lì a poco si arrivò all’attacco alla Georgia, fino all’annessione della Crimea e alla crisi politica ucraina del 2014. Il messaggio è evidente: l’ordine geopolitico e i confini sorti alla fine della guerra fredda sono da rimettere in discussione.

Seguendo questa strategia, l’intervento russo nella guerra civile siriana è stata l’opportunità per Putin per mettere in chiaro tutte le sue ambizioni internazionali. D’altra parte, è evidente che se la Russia riesce a sfoderare i muscoli è perchè i suoi “rivali” si stanno dimostrando fondamentalmente deboli. Approfittando della passività americana ed europea, la Russia ha dunque colto l’occasione per prendersi una rivincita internazionale.

siria
Nonostante ciò, la strategia di Putin riscontra ancora numerosi limiti.

In primo luogo, dietro ai massicci attacchi alla Siria, manca ancora una soluzione politica per il Paese e, più in general, per il Medio oriente. In secondo luogo, malgrado l’avvicinamento all’Iran e alla Cina e all’aumento dei consensi nell’opinione pubblica internazionale, il presidente russo non è ancora riuscito a mettere in piedi la tanto auspicata “coalizione internazionale contro il terrorismo”.

In conclusione, a dispetto delle smentite ufficiali dello scorso 27 ottobre da parte di Putin in merito alla minaccia militare russa per l’Occidente, gli attacchi in Ucraina e in Siria (senza dimenticare le provocazioni dei bombardieri sullo spazio Nato) hanno assolutamente convinto gli Stati Uniti e l’Europa a continuare a prendere dei provvedimenti per frenare l’avanzata internazionale dell’antico rivale. Resta, dunque, da immaginare quali potranno essere gli effetti che scaturiranno dai risultati delle elezioni presidenziali americane su questi precari equilibri.