Sahara Forest Project: Coltivare nel Deserto

Sahara Forest Project

Importare il 90% del cibo consumato sarebbe un problema per qualunque Paese. Non per il Qatar, terzo produttore di gas al mondo. Nel 2012 gli sceicchi hanno deciso di affrontare il problema dell’approvvigionamento di cibo puntando su una soluzione sostenibile e innovativa: Sahara Forest Project.

Presentato alla Climate Change Conference di Doha del novembre 2012, SFP è sostenuto dall’emiro Tamim Hamad Al-Thani (famoso ai più come proprietario del club di calcio del Paris Saint-Germain), da Qafco, compagnia qatariota leader nella produzione di ammoniaca,  in stretta collaborazione con un trio norvegese composto dall’ONG Bellona Foundation, da YARA Asa, leader mondiale dei fertilizzanti, e dallo stesso governo di Oslo. “Designed to utilize what we have enough of to produce what we need more of, using deserts, saltwater, and CO2 to produce food, water, and energy.” Questa la mission di SFP, capace di organizzare un sistema che integra coltivazione sostenibile, produzione di energia solare, processo di desalinizzazione, creazione di green jobs.

Scendiamo ora nei particolari. Due sono le risorse chiave: energia solare e acqua desalinizzata. L’energia elettrica generata dagli specchi della centrale solare a concentrazione viene utilizzata per alimentare il processo di desalinizzazione dell’acqua del mare. L’acqua viene impiegata sia per annaffiare le piante sia per creare vapore. Il calore prodotto dalla generazione elettrica non viene sprecato, ma, mischiato al vapore ottenuto dall’acqua desalinizzata, dà origine a un mix caldo-freddo utile a rendere l’ambiente delle serre più fresco e umido. Ne beneficiano le colture dei vivai, ma anche quelle all’aperto, dove un sistema di siepi metalliche dotato di getti di vaporizzazione circonda gli orti: dalle serre il vapore giunge attraverso tubi sotterranei alle siepi per essere infine spruzzato sulle piante.

Afferma orgogliosamente il capo progetto Virginia Corless, astrofisica laureata a Cambridge: “The core innovation of Sahara Forest Project is the integration of technologies“. Ci siamo dimenticati qualcosa? Prima di subire la desalinizzazione l’acqua salata è utilizzata per coltivare piante alofile e alghe marine sfruttabili come biocarburante, il sale ottenuto dalla desalinizzazione sarà vendibile, così come la frutta e la verdura coltivate in SFP. Infine i pannelli fotovoltaici, posti a sostegno dei consumi della farm, lavorano con efficienza maggiore rispetto alle centrali del deserto poiché piante e serre li proteggono dal vento del deserto.

Il successo dell’impianto pilota in Qatar ha attratto l’interesse del governo giordano che a giugno 2014 ha firmato un accordo per la realizzazione di una nuova farm nel deserto di Aqaba. Sahara Forest Project deve ancora compiere tre anni di vita, ma il suo futuro sembra già radioso.