Saldi: Fenomenologia di un Evento Commerciale

Il caos saldi

L’evoluzione sopra ricordata, porta come corollario due elementi fondamentali: in primo luogo, sul territorio nazionale esiste attualmente una selva di disposizioni, complesse, confuse e irrazionalmente diversificate; in secondo luogo, la nozione stessa di “vendita di fine stagione” è delineata come precipua forma di limitazione alla libertà economica, giustificata attraverso una pretesa di tutela del consumatore e di eliminazione delle “storture” del mercato.

In realtà nulla giustifica una specifica disciplina avente ad oggetto le vendite di fine stagione, perché la regolamentazione tratta il consumatore come un soggetto sostanzialmente incapace di intendere e di volere, cosa non  vera e  diseducativa: sviluppare la cultura dell’acquisto consapevole dovrebbe significare favorire lo spirito critico del consumatore, non certo assicurargli che i ribassi “strani” ed “eccezionali” si possano tenere solo in due periodi dell’anno prefissati dalla legge. Ritenere poi che pesanti limiti alla libertà di pubblicità possano impedire gli abusi (o anche solo ostacolarli seriamente) significa non comprendere che nell’economia di mercato le pratiche commerciali scorrette possono trovare l’unica vera ed adeguata sanzione nella perdita della clientela derivante dal diffondersi di feedbacks negativi.