Saldi: Fenomenologia di un Evento Commerciale

Basta saldi!

La regolamentazione così prevista costituisce inoltre una severa limitazione della libertà economica e della concorrenza priva di qualunque ragionevole giustificazione. Ogni operatore economico dovrebbe essere lasciato libero di attuare la propria politica dei prezzi (anche plasmandola su ogni singolo cliente), senza che un ente pubblico si arroghi il diritto di spiegargli qual è il prezzo “giusto” dei beni o con quale grado di “eguaglianza” egli debba trattare i propri clienti. Stabilire periodi in cui tutti i commercianti hanno la facoltà di effettuare i saldi, peraltro, significa ledere la concorrenza a tutto vantaggio di coloro che sono già in possesso di quote di mercato, a detrimento di chi vuole contattare potenziali acquirenti.

Insomma, al di fuori di ogni balzana ed antistorica prospettiva di economia corporativa, non vi è nessuna ragione accettabile che giustifichi l’esistenza anche solo della nozione di “saldi”: tutto l’ingente corpus di norme sopra descritto, insomma, va completamente abrogato, a vantaggio sia dei commercianti sia dei consumatori.

Saldi, sempre meno entrate

In tutto questo fiorire di norme, la cosa importante è la delusione che stanno facendo provare i saldi invernali: le vendite sono calate dello 0,4% nei primi 11 giorni del 2016. Per Federdistribuzione la data di partenza dei saldi, il 5 gennaio, si è rivelata una scelta sbagliata. L’associazione della grande distribuzione aveva proposto di anticipare la partenza dei saldi già dal 2 gennaio, ma aveva dovuto subire lo stop di Confcommercio. Ora Federdistribuzione chiede di liberalizzare le promozioni in quanto “La conferma dell'avvio al 5 gennaio, un martedì, ha penalizzato le vendite di fine stagione  inducendo peraltro a una corsa “opaca” all'anticipo dei saldi fin da prima di Natale, che forse avrebbe potuto essere limitata da una scelta diversa della data di partenza. I comportamenti di consumatori e imprese confermano che mantenere in vita normative vetuste e anacronistiche, come quelle che in molte regioni impediscono le promozioni sui prodotti oggetto dei saldi nei giorni precedenti e/o successivi alle vendite di fine stagione, non aiuta lo sviluppo moderno del sistema distributivo e la trasparenza nel mondo del commercio”.