Salone del Mobile 2015: la Cultura e l’Arte all’Insegna della Conoscenza

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Con il ritorno del sole, della luce e di una calda primavera Milano sembra brillare di un candore particolare e, come tradizione, ciò è anche merito dell’attesissimo Salone del Mobile, che dal 14 al 19 aprile vede la città impegnata in mostre e meeting noti alla stampa di tutto il mondo. Siamo alla ‘54 edizione di uno degli eventi più importanti tra quelli dedicati all’arredamento, all’architettura e al design. Tuttavia, a far riscaldare gli umori già rallegrati dai prati fioriti e stormi di rondini, è un evento parallelo – il famoso Fuorisalone, che con una serie di feste, mostre e concerti attira addirittura più attenzioni del Salone stesso. Un salto nei palazzi bramanteschi e arredamenti anni Cinquanta: bastano trenta secondi per sentirsi in una realtà parallela, profumo inebriante di un tempo andato di cui conserviamo ricordi immaginari tramutati in scene di film. Tra le vie di Brera e Tortona musica, design e bollicine suonano come un toccasana per i tanti turisti (e non) provenienti da ogni parte del pianeta.

Ma come ogni anno, anche la cultura partecipa a promuovere messaggi edificanti e nuove forme d’arte; infatti è proprio l’Università degli studi di Milano, in via Festa del Perdono 7, che ha l’onore di ospitare la mostra-evento di Interni, Energy for Creativity, dove lo studio Piuarch utilizza archetipi della Ca’ Granda “come una riflessione sulle caratteristiche architettoniche del contesto, a partire dagli elementi classici dell’architettura in particolare il fregio, colonna ed arco che vengono scomposti in forme geometriche pure dalle quali nasce un nuovo volume architettonico articolato in tre forme: un quadrato, un triangolo e un cerchio che danno luogo a uno spazio interattivo”. Ancora, passeggiando tra le mura di questa università troviamo la mostra proposta da Marmomacc dal nome Digital Lithic Design, che si terrà anche presso l’Orto Botanico di Brera. L’installazione mette in evidenza i traguardi e le innovazioni del settore italiano con una produzione di elementi dalla tridimensionalità e complessità ottenibili, grazie all’avanzare dei metodi tecnologici, con minime risorse.

Infine, giunge naturale una quasi scontata considerazione: la cultura, quella vera, si fa promotrice e motore della sana conoscenza, intesa come arte. Non è un caso se niente meno che Albert Einstein affermava che “l’arte suprema dell’insegnare è risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza”. In un luogo dove questi principi e ideali sono o dovrebbero essere promulgati ogni giorno non è affatto un qualcosa di aberrante.