Santarcangelo di Romagna: una Perla tra le Colline

Santarcagelo Romagna

Incastonato nell’entroterra romagnolo, a circa una decina di km da Rimini, si trova un piccolo gioiello nascosto tra le colline: Santarcangelo di Romagna. Patria di nobili, papi e poeti (tra cui non ultimo il non da molto scomparso Tonino Guerra), questa cittadina arroccata su più dislivelli – vi è una parte alta e una bassa, più “moderna” – merita sicuramente una visita.

Tra le sue viuzze lastricate, da cui fanno capolino ristorantini tipici e negozietti, è facile smarrire il senso di realtà e pensare di trovarsi all’epoca di Paolo e Francesca, gli sfortunati amanti raccontati da Dante nel Quinto Canto dell’Inferno. Sì, perché la Rocca Malatestiana di Santarcangelo, raggiungibile dopo una pittoresca passeggiata tra i vicoletti, in salita, si litiga con Rimini e Gradara la paternità del castello che fu “galeotto” per i due sfortunati innamorati.

Tolto il castello, la camminata viene ripagata dalla spettacolare vista di tutto l’entroterra, fino al litorale di Rimini, dove una pennellata di azzurro ricorderà al visitatore di trovarsi comunque vicino al mare.

Santarcangelo è il tipico esempio di borgo medievale, simile a tutti quelli che punteggiano, come costellazioni di un antico passato, la campagna romagnola; e come tutte le pittoresche manciate di case e fortezze che sbucano tra le colline, anche Santarcangelo è caratterizzata da quell’atmosfera colma di luce, calda e polverosa, tipica delle costruzioni chiare e delle mattonelle scolorite dal tempo.

Santarcangelo

Pur essendo una cittadina piuttosto piccola – conta infatti solo ventiduemila abitanti, anima più anima meno – offre parecchi eventi e spunti; dal 1970, ospita annualmente ogni luglio uno dei festival più importanti d’Italia dedicati al teatro contemporaneo: il Santarcangelo dei Teatri, nella piazza principale del paese, Piazza Ganganelli. Sempre qua, l’undici novembre di ogni anno si può assistere alla ricorrenza di San Martino, celebrata da un’antica fiera di cantastorie e dalla tradizionale “corsa dei becchi”; narra la leggenda, infatti, che chiunque passi sotto l’arco della piazza – a cui per l’occasione sono state appese un paio di corna di montone – debba sottoporsi al giudizio delle suddette: se oscillano, significa che si è stati traditi.

Festival tipici a parte, Santarcangelo è anche meta prediletta degli amanti del turismo gastronomico: si possono trovare svariati ristoranti che servono la tipica cucina romagnola, in una cornice assolutamente suggestiva. La Sangiovesa, ad esempio, poco lontana dalla piazza principale del paese, offre un assaggio delizioso ed esauriente dei prodotti tipici, a km zero e con l’atmosfera della tipica osteria romagnola. Per chi volesse provare prima il sapore della tradizione, La Sangiovesa è stata presente anche a Expo 2015, nel padiglione regionale dedicato.

Se siete dalle parti di Rimini, dunque, e desiderate fuggire dalla folla vacanziera, una gita in quel di Santarcangelo non vi lascerà affatto delusi.