“Say Sorry”: Obama e l’Arte di Chiedere Scusa

Presidente degli Stati Uniti d’America, laureato con un J.D. magna cum laude nel 1991. Cresciuto alle Hawaii con i nonni, si è laureato alla Columbia Universityin Scienze Politiche. Dopo la laurea, lavorò per un anno alla Business International Corporation, una società che forniva notizie economiche di carattere internazionale alle aziende clienti. Si trasferì poi a Chicago, per dirigere un progetto non profit che assisteva le chiese locali nell’organizzare programmi di apprendistato per i residenti dei quartieri poveri nel South Side. Nel 1988, Obama lasciò Chicago per tre anni per studiare giurisprudenza ad Harvard. Nel febbraio 1990 diventò il primo presidente afroamericano della celebre rivista Harvard Law Review. Nel 1989, durante uno stage estivo presso lo studio legale specializzato in diritto societario Sidley Austin di Chicago conobbe Michelle Robinson, avvocato associato nello stesso studio.

Il messaggio di Barack Obama relativo al caso Lo Porto, il cooperante italiano ucciso per errore durante un’operazione antiterrorismo sul confine afgano-pakistano, è un interessante esempio di apologia politica. Nel caso specifico, il presidente degli Stati Uniti ha chiesto scusa, assumendosi tutte le responsabilità dell’accaduto, ma sottolineando che l’operazione è stata eseguita in conformità alle attuali linee guida governative in merito agli attacchi con i droni. “Faremo di tutto per non ripetere questi errori ed evitare la perdita di vite innocenti», ha affermato pubblicamente Obama. Una fatalità confermata anche il giorno seguente dal ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, che ha sollevato prontamente gli Stati Uniti da ogni responsabilità oggettiva: «Lo Porto è morto per un tragico e fatale errore dei nostri alleati americani riconosciuto dal presidente Obama» ma «la responsabilità della sua morte è integralmente dei terroristi contro i quali confermiamo l’impegno dell’Italia con i nostri alleati».

Un caso, quello menzionato, che ha fatto emergere quanto in realtà sia comune, per il Presidente degli Stati Uniti, chiedere scusa pubblicamente per qualche azione politica compiuta dal proprio Paese, sia per fatti e misfatti avvenuti prima della propria elezione, sia per quelli avvenuti durante il proprio mandato. Obama si è trovato nelle condizioni di giustificarsi spesso con i cittadini americani nel corso della propria avventura alla Casa Bianca, tanto da ricevere alcune critiche per un atteggiamento un po’ inconsueto da parte di un Presidente americano.

Una tendenza, quella di chiedere scusa, che il 53enne politico statunitense sembra aver fatto propria anche a seguito di una serie di casi emblematici, che in passato hanno obbligato quello che per tutti è considerato l’uomo più potente del mondo a fare retromarcia, tornare sui propri passi e chiedere scusa pubblicamente a tutto l’elettorato. Vediamo alcuni precedenti:

Sono questi, fino ad oggi, i casi più eclatanti di apologia politica alla Casa Bianca, una pratica che, all’alba delle elezioni presidenziali in programma nel 2016, sembra essere sempre più un requisito fondamentale per guidare il popolo americano. Qualora avessi tralasciato qualche altro caso interessante, vi chiedo scusa. Anche perché si sa: chiedere scusa è un ottimo modo per avere lultima parola.