Scommesse, per il Financial Times 4 su 5 Sono Illegali

Scommesse

Quattro scommesse sportive su cinque sono piazzate in maniera illegale e contribuiscono al riciclaggio di 140 miliardi di dollari l’anno. Sono le cifre spaventose alle quali è giunto un rapporto di due anni sul valore della corruzione nell’ambito delle scommesse, di cui dà oggi notizia il Financial Times.

Il calcio e il cricket sono gli sport a maggior rischio di manipolazione, anche perché gli organizzatori faticano a proteggere gli eventi dal tentativo criminale di sfruttare l’exploit che stanno registrando le scommesse online, che ormai pesano per quasi un terzo dell’intera attività di “gioco” sullo sport.

Dall’India all’Italia, in molti coinvolti

Il quotidiano della City ricorda infatti come i problemi di match-fixing abbiano devastato la Premier League indiana di cricket, ma è anche superfluo ricordare come il problema sia stato condiviso da tante federazioni del pallone, sotto l’ombrello della Fifa e dell’Uefa, e pure l’Italia. Il rapporto, che è stato realizzato dall’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne e dall’International Centre for Sport Security, si focalizza sull’Asia, che per i ricercatori arriva a coprire il 53 per cento del mercato illegale del betting. Ancora, secondo gli studiosi l’80 per cento delle scommesse in giro per il mondo sono illegali e che il numero di operatori fuori legge è impossibile da stimare.

Servono black list transnazionali

Gli autori mettono in guardia le autorità mondiali e spiegano come stiano fallendo nei loro tentativi di prevenzione. A ciò, si aggiunge la complicazione tecnologica determinata dai più innovativi metodi di scommessa, soprattutto quelli live. Ma gli studiosi sottolineano anche come manchi totalmente la cooperazione tra gli “stakeholder”, i portatori di interessi verso il mondo dello sport, sia a livello nazionale che internazionale.

Dal rapporto universitario non mancano spunti concreti d’azione: in primo luogo si propone di adottare una tassazione specifica che consenta di finanziare le attività di contrasto all’illegalità. Si chiede poi di tracciare delle black-list di operatori – possibilmente in uno sforzo sinergico transnazionale -, insieme alla realizzazione di sistemi che permettano di bloccare i pagamenti.

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