Scooter Sharing: la Rivoluzione Ecologica di Motit

Motit

La mobilità urbana fa un ulteriore passo verso il futuro. Dopo il bike sharing e il car sharing, farà il suo debutto a Milano e anche a Roma lo scooter sharing. Il servizio sarà attivo nel capoluogo meneghino prima di Expo 2015. A tal proposito l’assessore alla Mobilità del capoluogo lombardo, Pierfrancesco Maran, ha lanciato per oggi un convegno con i potenziali operatori. L’incontro permetterà al Comune di definire le linee guida per il bando a cui ad ora sono interessati 10 operatori. L’evento è inserito nel ciclo di incontri Citytech-Bustech, che si svolge presso il Castello Sforzesco in questi giorni e dove si discute di mobilità urbana e trasporto pubblico.

Maran ha spiegato che il bando “sarà ispirato a quello relativo al car sharing, senza monopoli ma con la libera concorrenza tra le aziende in grado di fare i servizi di quel livello. L’intento è che l’avviso pubblico esca nel 2014 e i servizi a inizio 2015, tra febbraio e marzo, un po’ prima di Expo, per avere almeno un mese di taratura del servizio”. Sono previsti non meno di mille scooter per lo sharing, 300/400 per operatore. L’associazione Genitori Antismog ha invitato il comune a limitare il servizio alle sole moto elettriche. Se passasse questa linea ne beneficerebbero gli operatori come Motit, servizio di scooter sharing già attivo a Barcellona. Noi di Smartweek abbiamo fatto una chiaccherata con i ragazzi di Motit.

Motit 1

Parlateci di Motit. Quando è nato questo progetto?

La società è nata nel 2013 e nel settembre dello stesso anno ha lanciato il servizio nella città di Barcellona  con una flotta di mezzi che raggiungerà a regime le 500 unità. Il servizio è stato accolto con entusiasmo nella città catalana e gli scooter MOTIT sono diventati ora un reale complemento al trasporto pubblico locale e al sistema di bike sharing. MOTIT oggi è pronto a sbarcare anche nel capoluogo lombardo mettendo a disposizione una flotta che potrebbe raggiungere le 250 unità. Lo schema di servizio di MOTIT è di tipo freefloating, del tutto simile al sistema di car sharing che già esiste in molte città europee e in alcune città italiane.

Come funziona? Ai clienti sarà consegnato anche un casco?

Il servizio sarà molto simile al car sharing, Ci si registra online, inserendo dati anagrafici e patente con minimo 21 anni, e poi si cerca la moto tramite app con la possibilità di prenotarla per un massimo di 30 minuti. Una volta raggiunto il mezzo si accende lo scooter tramite l’app e si apre l’alloggio del casco (uno per scooter). Una volta finito il noleggio si riposizionerà il casco nel suo alloggio.

Si tratta del primo servizio di moto sharing elettrico in Italia. Perché avete scelto Milano come prima città? Avete in progetto di espandervi in altre città italiane?

Abbiamo scelto Milano perché siamo rimasti sorpresi e colpiti dal forte impatto avuto tramite il car sharing, che vanta più di 200.000 iscrizioni tra i vari operatori. L’idea è quella di partire dal capoluogo lombardo, espandendoci pian piano fino ad arrivare a Roma.

Il servizio opererà in tutta la città di Milano?

Inizialmente si, poi proveremo ad allargarci anche nell’hinterland.

Quali modelli di moto elettriche saranno disponibili per i clienti?

Le cilindrate disponibili saranno 50cc e 125cc.

Quali saranno le tariffe?

Sono ancora da definire ma si parla di una tariffa che va dai 20 ai 26 centesimi di € al minuto.

A quanto ammonterà il parco moto?

Inizieremo con 250 moto fino ad arrivare a 500 motorini a regime.

Quante stazioni ci saranno e dove saranno ubicate?

Nessuna stazione. Lo schema di servizio di MOTIT è di tipo freefloating

Come avverrà la “ricarica” dei mezzi in assenza di stazioni?

Ci sarà una persona addetta che grazie ad un tablet individuerà i mezzi con batteria scarica. Arrivato sul posto sostituirà la batteria scarica con una carica. Inoltre, ci teniamo ad aggiungere che gli scooter con meno del 15 % di carica non potranno essere noleggiati. Abbiamo infatti calcolato che per raggiungere qualsiasi posto a Milano basta uno scooter che ha una batteria caricata almeno al 15 %.

Perché avete scelto scooter elettrici e non a benzina?

E’ stata una scelta di tempistica ed ecologica. Con il car sharing spesso e volentieri si spendono alcuni minuti facendo il pieno. Togliendo all’utente il compito di “fare” la benzina al mezzo, diamo a lui la possibilità di fruire appieno del servizio senza perdite di tempo. Per quanto riguarda l’aspetto ambientale, invece, utilizzando uno scooter elettrico si hanno zero emissioni in atmosfera e, quindi, un maggiore rispetto per l’ambiente.