Scoperto un Continente Sommerso nelle Mauritius

mauritia

E’ fin dai tempi di Platone che si parla di Atlantide. Nei dialoghi Timeo, il filosofo greco afferma che l’isola leggendaria avrebbe conquistato gran parte dell’Europa occidentale e dell’Africa e poi si sarebbe inabissata in seguito alla tentata conquista di Atene.

Da allora studiosi, geologi e filosofi si sono interrogati sulla sua reale esistenza, ispirando molte ricerche scientifiche e opere di fantasia. Sono molte le ipotesi avanzate, ma il punto di partenza è sempre lo scritto di Platone, nel quale si dice che è

(cioè l’attuale Nord Africa, ndr) situata oltre le Colonne d’Ercole, allora considerate la fine del mondo conosciuto assimilabile all’odierno Stretto di Gibilterra. Da queste brevi indicazioni, gli studiosi hanno immaginato potesse trovarsi nell’Oceano Atlantico, in America, oppure nel Mar Mediterraneo. Sardegna, isola di Cipro o il Sahara sono solo alcune delle possibili collocazioni di un’Atlandide perduta e mai dimenticata.

Colonne-di-ErcoleL’ultima indagine, pubblicata sulla rivista scientifica Nature, proviene dall’università sudafricana Witwatersrand. Se si tratti di Atlandide non è ancora appurato, ma l’esistenza di un continente vicino alle isole Mauritius è certa.

Circa ottanta milioni di anni fa quest’ultimo, denominato Mauritia, aveva le stesse dimensioni dell’Italia settentrionale ed era incastrato tra l’India e il Madagascar prima che si formasse la catena montuosa dell’Himalaya.

La storia di questa avventura nel passato del globo terrestre inizia dagli zirconi, tra le gemme più antiche della Terra, rinvenuti nelle spiagge delle Mauritius. Questi minerali hanno origine dal raffreddamento del magma sotto la crosta terrestre e in antichità erano la base di molti continenti.

Così, Lewis Ashwal, scienziato dell’Università Witwatersrand, forma un team e inizia la ricerca per provare la sua teoria: l’arcipelago delle Mauritius, in antichità, poggiava su un continente sommerso, chiamato per l’appunto Mauritia.

afferma, infatti, Ashwal.

Perciò è indubbio che queste pietre appartenessero a un continente presente sotto le lave vulcaniche e riportato in superficie da alcune eruzioni geologicamente recenti.

Un ulteriore indizio proviene dall’anomala forza gravitazionale dell’arcipelago africano, indice dell’appartenenza delle Mauritius a una catena sommersa.

mauritiusPer comprendere l’incredibile scoperta, è intervenuto Martin Van del Kranendock dall’Università del Nuovo Galles del Sud:

La tettonica delle placche, tanto studiata tra i banchi di scuola, è l’alleato migliore per rimanere senza fiato di fronte a progressi scientifici come questo, che fanno scoprire la storia del nostro pianeta.

gondwanaInoltre, contribuiscono a rendere credibile lo scenario secondo il quale le parti del supercontinente Gondwana, esistito da 510 a 180 milioni di anni fa, si smembrarono e andarono alla deriva. Alcune di esse, di dimensioni troppo ridotte, sprofondarono poi nelle profondità degli oceani.

Ecco spiegato, dunque, anche le evidenze di altri microcontinenti sparsi per il mondo dall’Australia all’Islanda. Ora si può solo aspettare la prossima scoperta geologica per capire cosa accadde a Gondwana milioni di anni fa.