Scuole Italiane Vecchie e Fatiscenti. Ma Pure Dannose all’Apprendimento?

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L’edilizia scolastica pare essere entrata anche nell’agenda politica italiana. Tutti noi ci ricordiamo della nostra aula scolastica, in che fila si stava seduti aspettando la fine delle ore di matematica e chi era il vicino di banco a cui chiedere la risposta a quella domanda di storia tanto difficile. Può apparire paradossale ma guardando vecchie fotografie di famiglia ci si può rendere conto che le scuole dei nostri padri, e a volte dei nonni, erano molto simili alle nostre.

Se la struttura degli stabili è rimasta la stessa, o ci sono stati solo piccoli inevitabili aggiustamenti, è cambiata la società. L’insegnamento è mutato, la cultura e il mondo globale hanno trasformato gli studenti plasmandoli. Ad esempio, l’uso, sempre più in tenere età, dell’elettronica ha facilitato la vita degli alunni rendendoli allo stesso tempo più distratti. Specialmente la Millennial Generation, ovvero le persone nate tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila, si trova a vivere in un contesto totalmente nuovo. A questo punto sorge una domanda spontanea: visti i cambiamenti sopracitati, perché le strutture fisiche, i materiali di costruzione delle scuole, e gli ambienti interni non sono cambiati di conseguenza?

I dati forniti dalla University of Salford in Gran Bretagna spiegano che la buona progettazione di una scuola migliora i punteggi dei test di circa il 25%. Lo studio proposto intende offrire un quadro olistico che lega l’impatto complessivo dell’ambiente scolastico all’apprendimento. Che la modernizzazione delle sedi scolastiche migliori le performance degli studenti non convince pienamente Amanda Ripley, autrice di “The Smartest Kids in the World: And How They Got That Way”. La giornalista ha spiegato che nei suoi viaggi ha trovato strutture mediocri ma eccellenti dal punto didattico. Questo per puntare maggiormente il focus sulla preparazione degli insegnanti, il rispetto portato dagli studenti, il comportamento dei genitori nelle relazioni con la scuola e altre caratteristiche indipendenti dal design scolastico.

Studi a parte, un esempio calzante di cambiamento è quello proposto della Marine Science Magnet High School (MSMHS) nel Connecticut. Qui gli alunni sono letteralmente immersi in un campus ricco di ambienti marini, riprodotti grazie all’acqua piovana raccolta dal tetto della struttura. Qui si trovano piante ed animali oggetto dello studio dei vari corsi ed il ponte che sovrasta la zona illustra i principi base dell’ingegneria, in una dimostrazione molto più chiara che su qualsiasi libro di testo. Un ambiente del genere, in grado di insegnare direttamente qualcosa ai ragazzi, stimola la collaborazione tra studenti unendo istruzione formale ed individuale a lavori di gruppo. Questa forma di “apprendimento 3-D” induce la costruzione di opere architettoniche sfarzose e sicuramente convincenti. Tuttavia serviranno altri studi per valutare l’effettiva incidenza di questo “esperimento educativo”, al fine di stabilire l’effettivo miglioramento garantito ai risultati accademici degli studenti.

L’estetica innovativa non può comunque prescindere da un sostegno alla cultura e da un desiderio di apprendimento che rimangono il motore primario del successo di uno studente. Questa spinta, oltre che dalle passioni personali, nasce prima di tutto dall’educazione data dalla famiglia. Anche le strutture più coinvolgenti sulla faccia della terra non sono in grado di stimolare lo studente, quando tutto il resto.